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Politica | 24 maggio 2019, 14:59

Salvini a Vercelli: "Lega pronta a diventare il primo partito" - FOTOGALLERY

DAL LEADER LEGHISTA UN AVVISO AI 5 STELLE: "IL VOTO DI DOMENICA FARA' CAPIRE ANCHE A LORO CHE E' ORA DI CAMBIARE PASSO". DAL PALCO ATTACCHI ALLA SINISTRA E "ALL'EUROPA DELLE BANCHE"

DAGO, CORSARO CON SALVINI

DAGO, CORSARO CON SALVINI

La soddisfazione degli organizzatori della manifestazione con Matteo Salvini è tanta: "Una risposta così era da anni che non si vedeva a Vercelli", dice il candidato sindaco Andrea Corsaro, scendendo dal palco, sorridente. Ha preso moltissimi applausi quando ha parlato di "Una bella squadra, con tanto entusiasmo e competenza. Ricordiamoci di oggi pomeriggio per dare vita al nostro progetto di creare una Vercelli bella, attrattiva e aperta ai nuovi insediamenti".

Ad ascoltare il comizio conclusivo della campagna elettorale, una folla di sostenitori e curiosi. "Una piazza bellissima, piena di entusiasmo", ha urlato nei suoi saluti il leader del Carroccio.

Ma si è fatta vedere e sentire anche la contestazione di un buon numero di persone (difficile quantificare) che, dal fondo di piazza Zumaglini, hanno fischiato ed esposto striscioni. E i fischi sono arrivati anche a Salvini che ha più volte pizzicato i contestatori. "Tra due giorni libereremo Vercelli, il Piemonte e l’Europa da una sinistra a cui sono rimasti solo i fischietti".

Quello che è emerso chiaramente dal comizio di Salvini, ma anche del segretario piemontese Riccardo Molinari intervenuto prima di lui, è che il voto di domenica avrà pesanti ripercussioni sul panorama nazionale. "Aspettiamo domenica sera - ha gridato Salvini - ma se lo cose andranno come penso io, anche i nostri alleati, quelli che passano il tempo a criticarci e a bloccare le iniziative di Governo, dovranno prendere atto che è ora di cambiare passo. Che gli italiani hanno capito chi lavora e chi vuole solo mettere i bastoni fra le ruote. Basta con chi dice sempre no, con chi blocca tutto. Il Piemonte, il Nord, hanno bisogno di strade, di infrastrutture, di sviluppo, di Tav".

E giù applausi e cori "Matteo, Matteo...".

Le bordate più violente, neanche a dirlo, sono tutte per la sinistra: "Quelli che erano al Governo senza fare ciò per cui erano pagati, quelli che ci hanno svenduto all'Europa, che hanno creato una generazione di precari costretti, di persone che, a 40 anni, devono ancora restare con i genitori perché non hanno potuto trovare stabilità. Quelli che hanno fatto la legge Fornero e che volevano costringerci a lavorare fino a 70 anni. A questa gente oggi sono rimasti solo i fischietti...". (Che, per altro, si sono fatti sentire per tutto il tempo dell'intervento di Salvini).

Nel suo intervento, il leader leghista tocca tutti i capitoli di attualità: dal decreto sicurezza, alla difesa del made in Italy, dalle tasse alle politiche sull'immigrazione. "Abbiamo visto che fine hanno fatto i campioni dell'accoglienza. Quando gli abbiamo tolto i 35 euro, le cooperative foraggiate dalla sinistra sono sparite... Noi non mandiamo via donne e bambini che fuggono dalla guerra, mandiamo via quello che ha staccato il dito a morsi a un poliziotto e quello che, incendiando un ufficio, ha ucciso due anziane. Noi questa gente non la vogliamo e anche l'Europa deve respingerli", urla Salvini nel microfono mentre i sostenitori applaudono.

Alla fine, la solita coda per i selfie con il leader della Lega. Salvini si fa fotografare con tutti i candidati della Lega per Comunali e Regionali, con sostenitori e sostenitrici (moltissime, anche abbastanza in là con gli anni, le signore che raccontano di non essere mai andate a un comizio prima di oggi). Il leader leghista resta a lungo sul palco dopo la fine del comizio: selfie, abbracci, strette di mano e, prima di scendere, un santino elettorale come promemoria per domenica.

Dal fondo della piazza, fino alla fine, arrivano fischi e cori alcuni cittadini (un centinaio) che protestano, fischiano. "Più cultura meno odio". Anche loro restano fino alla fine. Ma nessuna tensione, comunque.

FOTOSERVIZIO DI CRISTIANA FOLIN E FRANCESCA RIVANO

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