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Pro Vercelli | 23 maggio 2019, 17:42

Grieco: «Grazie a tutti, ma questo è un addio»

MAMMARELLA: «DOPO LA RETROCESSIONE CI HA RIDATO L'ENTUSIAMO PERDUTO» - GERMANO: «LA SUA FIDUCIA ME LA SONO SENTITA ADDOSSO...»

Germano, Grieco, Mammarella: ultima conferenza stampa dell'annata calcistica

Germano, Grieco, Mammarella: ultima conferenza stampa dell'annata calcistica

«Il 30 giugno scade il mio contratto. Non ho avuto contatti con la società, ma lo dico senza polemica. È nella logica del calcio, si fanno scelte... Dico quindi che quello di oggi potrebbe anche essere un addio. Al novantanove per cento dovrebbe essere così, inutile nascondersi.».

Il silenzio per qualche secondo è assoluto. Sembra d'essere in tribunale, piuttosto che nella sala stampa della Pro Vercelli quando il tecnico Vito Grieco pronuncia queste parole.

Ultimo allenamento, ultima conferenza stampa. O forse no. Forse Massimo Secondo lascia, forse no ed è già in parola con un altro tecnico, o forse, e non è da escludere, fra una manciata di giorni annuncia che Grieco allenerà la Pro Vercelli 2019-2010.

Sarebbe un bell'annuncio: Grieco è un gran bravo allenatore, Grieco è un grande uomo. Somiglia un po' a Silvio Baldini, glielo diciamo, sorride: «Significa che il mio grande pregio è la sincerità, ma significa anche che è pure il mio difetto?» dice sorridendo.
Ed è sempre stato schietto anche con i giornalisti (che a volte sono vendicativi): ai sempre presenti (oltre al sottoscritto, Raffaella Lanza, Michele Balossino e Vittorio Gelso) ha spesso detto: «Non sono d'accordo con quello che ha detto».

Al fianco di Grieco ci sono Germano e Mammarella, le bandiere di questa Pro Vercelli. E Carlo Mammarella dice parole importanti.

«L'estate scorsa, dopo la retrocessione, la voglia di ripartire era poca. Ma Grieco è riuscito a far ritrovare a me e a tanti compagni l'entuasiamo perduto. Lo apprezzo come tecnico e lo apprezzo come uomo, perché porta avanti valori del calcio di una volta, che non c'è più».

«Ho sentito la sua fiducia, nel senso che me la sentivo addosso anche quando non stavo bene. Non posso che ringraziarlo» aggiunge Umberto Germano.

Ma Grieco è stato anche un signor allenatore. Con lui Morra è diventato un goleador. Con lui e grazie a lui alcuni sbarbatelli - Sangiorgi è il primo della lista – sono diventati giocatori su cui puntare e su cui hanno puntato gli occhi altre squadre, con lui una Pro Vercelli dignitosa per la serie C, allestita bene da Varini, va a Chiavari e fa soffrire l'Entella, che invece ha un organico da serie B. E potremmo continuare.

Ma sentiamo ancora Grieco che al collo aveva la sciarpa («un bellissimo regalo») del club Forza Pro.

«Ringrazio Germano e ringrazio Mammarella perché sono stati portatori di lealtà, li ringrazio per quello che hanno fatto sul campo e fuori dal campo. È merito loro e degli altri anziani se i giovani sono cresciuti perché, caso più unico che raro, si sono messi loro a disposizione dei giovani e non viceversa. Ha questa squadra io non do dieci, do undici. E penso di aver svolto un buon lavoro. Certo, almeno in un paio di occasioni ho sbagliato. Nella partita contro la Juventus under 23 avrei dovuto lasciarne a riposo cinque, perché venivamo da un ciclo infernale. Ecco, ricordiamoci com'è stato questo campionato: la scorsa estate ho cominciato e non sapevo che sarebbe rimasto, poi è iniziata la lunga sosta, poi sono arrivate le tre partite ogni dieci giorni. Ringrazio la società, il presidente, Varini, perché ho lavorato sempre con serenità... certo ci siamo confrontati, a volte ci sono state opinioni diverse, ci sta. Dico grazie ai tifosi, ai miei collaboratori, sono dei ringraziamenti sinceri. Ma se ho lavorato bene lo devo a questi ragazzi. Certo, rimane il rammarico di esserci fermati ai play off... Prima che iniziasse il campionato, nell'amichevole contro l'Empoli e nella gara di coppitalia a Brescia, capii che erano dalla mia parte, che era scoccata una scintilla, che stava per iniziare qualcosa di importante, di vero.».

Remo Bassini

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