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Economia | 23 maggio 2019, 10:23

Maltempo, malattie e prezzi bassi: frutticoltura vercellese in grave difficoltà

COLDIRETTI: UN MAGGIO FREDDO CON PIOGGIA E GRANDINE STA MANDANDO IN CRISI LE 350 AZIENDE DEL TERRITORIO

Maltempo, malattie e prezzi bassi: frutticoltura vercellese in grave difficoltà

Il mese di maggio è stato tra i più freddi degli ultimi 30 anni, secondo gli esperti. L’anomalia climatica ha colpito tutta la penisola, spesso anche con temporali e grandine anche in Piemonte, in un momento particolarmente delicato per il comparto frutticolo, con le piante che iniziano a dare i primi frutti.

La frutticoltura ha un ruolo rilevante nel tessuto economico piemontese. Per quanto riguarda le pesche conta 3.474 aziende, una produzione di quasi 2 milioni di quintali e una superficie di 4.416 ettari, per i kiwi quasi 2.500 aziende, una produzione di 1,2 milioni di quintali e una superficie di oltre 4.500 ettari, per le mele quasi 4 mila aziende, una produzione di 2,4 milioni di quintali ed una superficie di 6 mila ettari.

Anche le province di Vercelli e di Biella fanno la loro parte nella produzione frutticola. Un tempo centri noti per la coltivazione di pesche e di mele, oggi le circa 350 aziende frutticole coltivano soprattutto kiwi (Actinidia).

Il freddo non ha risparmiato nemmeno queste province: “Abbiamo avuto un aprile molto caldo, con un netto abbassamento di temperatura verso fine mese, che è continuato per tutto maggio, con temporali, vento e grandine. Problemi climatici che facilmente potranno avere conseguenze sulle produzioni”- spiega Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli - Biella. “Non è solo il clima che preoccupa e scoraggia le aziende, ma anche i bassi guadagni per i produttori, che percepiscono circa il 15% del valore pagato dai consumatori. Serve, quindi, un’attenzione particolare all’intera filiera per dare nuovi stimoli e sbocchi a questo comparto che paga già l’embargo russo, le barriere strutturali e tariffarie che rallentano l’export e alcune importanti malattie, come la batteriosi del kiwi che ha fatto diminuire la superficie coltivata. Nelle province di Vercelli e Biella fino a due-tre anni fa si coltivavano fino a 600 ettari di kiwi, oggi almeno 150 sono stati espiantati. Un destino simile lo hanno avuto negli anni scorsi le coltivazioni di pesche, un tempo vanto della nostra zona e che oggi hanno superfici nettamente ridotte”. Difficoltà che tutto il comparto frutticolo piemontese si trova ad affrontare. Conclude Dellarole: “Le sfide del mercato  impongono un’organizzazione di filiera sempre più attenta e strutturata, basata su sinergie tra i produttori agricoli e gli industriali più lungimiranti che, scegliendo i prodotti frutticoli di qualità del nostro territorio, investono attraverso sempre nuove progettualità nel vero Made in Piemonte”. 

redaz

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