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Politica | 22 maggio 2019, 10:33

Tre domande ai candidati/19: Martina Miazzone, Fratelli d'Italia

«CORSARO E' IL CANDIDATO IDEALE PER QUESTA CITTA' CHE NON E' MORTA, MA CHE VA RILANCIATA»

Martina Miazzone, candidata in Fratelli d'Italia

Martina Miazzone, candidata in Fratelli d'Italia

I valori della destra – famiglia, stato e chiesa – possono essere anche di chi di destra non è. Oltre questi tre caposaldi, cosa vuol dire essere di destra e, nel caso suo, nella formazione Fratelli d'Italia?

Più che "famiglia, stato e chiesa" che mi pare uno slogan un po' bigotto e decisamente artificioso io direi che la destra nella quale mi riconosco è quella del "Dio, patria e famiglia": perchè credo che da questi tre principi discenda a cascata tutto ciò che di bello e grande l'essere umano è in grado di fare. Il mio "essere di destra" è legato ad una visione del mondo che ha radici profonde nella cultura della civiltà occidentale: perché non credo che buttando a mare tutto quello che siamo stati e siamo costruiremo un futuro particolarmente luminoso per chi verrà dopo di noi.

Io credo che la persona sia l'aspetto qualificante della politica e mi riconosco in Fratelli d'Italia proprio perchè, a partire dalla sua grintosa leader, Giorgia Meloni, mi pare sia l'unico partito in grado di promuovere uomini e donne decisi e preparati nella gestione della "cosa pubblica". 

Martina Miazzone adesso si racconta ai lettori di Infovercelli24.

Sono mamma di Maria e di Lucia, moglie di Emanuele e insegnante di lettere alla Scuola Media Verga.

Ho studiato al Liceo Classico Lagrangia di Vercelli per poi laurearmi a Pavia in lettere antiche: insomma, la mia passione per le radici culturali e spirituali della nostra civiltà ha accompagnato gran parte dei miei studi e accompagna buona parte del mio lavoro. Vivo a Vercelli che - me lo lasci dire con grande orgoglio - io ritengo sia un città bellissima. Me ne rendo conto ogni giorno che passeggiamo per le nostre strade, anche in compagnia del nostro cane Wolf. Come vercellesi dovremmo riuscire ad essere più consapevoli dei tanti lati positivi della nostra città: a partire dalla sua tranquillità e dal suo essere a "dimensione di famiglia".


Allora, se vince Corsaro sarete al governo, se non vince all'opposizione. Chiunque vinca, quali sono i mali da cui deve guarire Vercelli?

Guardi, se ho deciso di accettare di candidarmi per il consiglio comunale è per due ragioni: per dimostrare coi fatti che anche una donna che è mamma e che lavora è in grado di impegnarsi in prima persona per difendere le proprie idee e per occuparsi attivamente del futuro della "cosa pubblica". E, poi, perchè credo che Andrea Corsaro sia la persona meglio qualificata ad amministrare Vercelli con intelligenza e responsabilità, che deve guarire anzitutto dal pessimismo deprimente in cui talvolta la cade: perchè non è vero che siamo una città morta, non è vero che qui non ci sarà futuro per i nostri figli, non è vero che siamo solo un dormitorio. Io penso si possa fare molto di più valorizzando tutto ciò che a Vercelli c'è già: e questo si può fare soltanto a patto di affidare le chiavi della nostra città a uomini e donne che abbiano creatività, intelligenza e senso di responsabilità.

rb

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