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Politica | 21 maggio 2019, 15:24

Tre domande ai candidati/18: Sergio Bagnasco, Vercelli Democratica

«A VERCELLI COLMIAMO UN VUOTO DI PROPOSTA POLITICA A SINISTRA E NELL'AMBIENTALISMO»

Sergio Bagnasco, Vercelli Democratica (Ferrari candidato sindaco)

Sergio Bagnasco, Vercelli Democratica (Ferrari candidato sindaco)

Sergio Bagnasco al fianco del candidato sindaco Giacomo Ferrari con la sigla Vercelli Democratica. Cercherete, ovviamente, di strappare più consensi possibile in un momento, inutile negarlo, di crisi di identità della sinistra che forse forse stava meglio quando aveva due anime precise e identificabili, cioè Sel e Rifondazione. Cosa si attende da questa tornata elettorale (e non mi riferisco solo a Vercelli)?

A sinistra prevale ancora il disorientamento e ci muoviamo all’interno di progetti dai contorni non ben definiti.

Alle europee abbiamo Art.1 insieme al PD all’interno del progetto PSE – e non tutti hanno capito questo sposalizio – e poi abbiamo ben tre formazioni di sinistra: I Verdi, La Sinistra, il Partito Comunista. Un eccesso di frammentazione che per quanto mi riguarda è sintomo di miopia politica e scarsa lungimiranza.

Per le regionali in Piemonte c’è una lista rosso-verde in appoggio a Chiamparino; quindi quel che è stato possibile in Piemonte non si è realizzato a livello europeo. Ma anche in questo caso il progetto politico resta incerto, fermo restando che Chiamparino è meglio della destra a trazione leghista.

A Vercelli noi di Vercelli Democratica abbiamo cercato di unire tutto il campo democratico e progressista per elaborare un programma politico e insieme scegliere il candidato sindaco. Non è stato possibile perché altri hanno posto condizioni non negoziabili sul candidato sindaco.

Siamo andati per la nostra strada per tornare a discutere di politica e dei problemi dei cittadini.I primi segnali sono incoraggianti e continueremo a sviluppare il nostro progetto con la squadra affiatata che abbiamo costruito.


 

Bagnasco, la ricordiamo in tanti dibattiti quando difese a spada tratta la Costituzione. Fu da allora che cominciò ad avvicinarsi alla sinistra vercellese. Vuole presentarsi?

Sono nato a Palermo a ferragosto del 58. Ho vissuto in Veneto e Friuli: dal 1990 vivo in Lombardia avendo Milano come centro lavorativo e la campagna della Lomellina come ritiro familiare. Da sempre lavoro in editoria; marketing, formazione e da parecchi anni come autore e curatore di progetti editoriali.

Il battesimo politico è avvenuto nella democristiana Treviso in occasione del referendum sul divorzio. Ovviamente per respingere la proposta di abrogazione della legge sul divorzio.Inizia così l'incontro con i Radicali, i giovani socialisti e liberali, la sinistra extraparlamentare.

Poi arriva il '77, punto di svolta per la mia generazione come lo fu il 68 per quella precedente; il caso Negri e poi Tortora rafforzano l'interesse per le tematiche istituzionali, la giustizia, i diritti civili, l'antiproibizionismo e le tematiche ambientali… l’antinuclearismo in testa, tema ancora vivo soprattutto qui in Piemonte.

Ho abbandonato subito l'ipotesi del professionismo politico, dedicandomi con generosità alle battaglie che di volta in volta ho ritenuto indispensabile combattere, come quella per respingere la revisione costituzionale proposta dal governo Renzi. Una riforma scritta male e progettata peggio. L’insieme della riforma costituzionale e della legge elettorale con ballottaggio configurava un vero e proprio surrettizio cambio di sistema istituzionale. Oggi dovremmo tutti dire “meno male che quel progetto fu respinto”, ma ancora tanti all’interno del PD non hanno capito le ragioni costituzionali e democratiche di quella dura opposizione.

(E sono pronto a riprendere la battaglia contro la riduzione dei parlamentari proposta da questo governo perché non ha senso ridurre i parlamentari senza affrontare il tema della rappresentanza, del funzionamento delle Camere, della legge elettorale. Se non si affrontano questi problemi, passando a un senato con 200 senatori ne avremmo 116 eletti con il sistema uninominale. In tante regioni sarebbero rappresentati da uno a tre partiti. Ridurre i parlamentari si può ma occorre costituzionalizzare il criterio elettorale per dare certezza di rappresentatività, diversificare il ruolo delle due camere, scrivere una legge elettorale che superi il porcus rosatellum, ovvero l’attuale legge elettorale. Qualcuno non ha ancora capito che è ora di scrivere la parola FINE all’eterno dibattito intorno alla legge elettorale. Dal 1993 viviamo in una interminabile transitorietà con ben quattro leggi elettorali nazionali, di cui una mai applicata: un assoluto record che contribuisce a creare incertezza e instabilità politica)



Qual è il messaggio di Vercelli Democratica e a chi vi rivolgete?

Ci rivolgiamo a tutti e in particolare agli elettori democratici e di sinistra che sono preoccupati per lo scadimento del dibattito politico.

Molti di coloro che ci voteranno probabilmente si sarebbero astenuti perché non si sentono rappresentati dal PD. Noi, colmiamo un vuoto di proposta politica a sinistra e nell’ambientalismo.Come dicevo prima, non è stato possibile riunire tutto il mondo democratico e di sinistra intorno al nostro progetto perché non c’era da parte del PD la disponibilità ad avviare un percorso aperto e democratico per la scelta del candidato sindaco. Da più parti c’era una valutazione politica che portava a ritenere la ricandidatura della sindaca uscente come non idonea a guidare una coalizione o almeno che ciò andava discusso.

Così, noi oggi rimaniamo l’unica forza progressista in grado al secondo turno di raccogliere i voti del mondo democratico e di sinistra.

Se qualcuno è ancora affascinato dal veltroniano “voto utile” … ebbene il voto dato a Vercelli Democratica è l’unico voto utile per tentare di arginare l’avanzata delle destre.

Le nostre priorità sono l’ambiente perché esistono vecchi problemi ambientali che devono assolutamente essere affrontati e risolti; le politiche sociali e il contrasto a ogni forma di disagio perché nessuno deve restare solo e ciascuno ha diritto a vivere dignitosamente; è quindi necessario il recupero delle case popolari e un intervento urbanistico per combattere il degrado delle periferie. Sul fronte del lavoro bisogna favorire l’avvio di nuove attività e diversificare il più possibile; una economia a netta prevalenza della logistica è un serio problema.

Poi ci sono le grandi opportunità da valorizzare: il turismo, la cultura, l’Università. Vercelli ha un pregevole patrimonio da valorizzare e molte potenzialità inespresse. Se ciò ci viene riconosciuto perfino dalla prestigiosa collana turistica Lonely Planet … facciamocene una ragione.



 

rb

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