/ Politica

Politica | 20 maggio 2019, 09:00

Tre domande ai candidati/17: Simone Rosazza, Più Europa (Comunali e Regionali)

«E' BENE RICORDARE LA STORIA, PARTENDO DAL 1941» - «VERCELLI, CHE SEMBRA RASSEGNATA A UN INESORABILE DECLINO ECONOMICO, VA RILANCIATA»

L'avvocato Simomne Rosazza, candidato alle Comunale e alle Europee per +Europa

L'avvocato Simomne Rosazza, candidato alle Comunale e alle Europee per +Europa

«Mi hanno colpito soprattuto due punti di +Europa: il programma sulla immigrazione e l'attenzione all'Europa, ma non quella vista fino a oggi. Ne serve un'altra, migliore». Avvocato Simone Rosazza, lei si presenta tanto alle Comunali quanto alle Regionali con +Europa. E le parole che ho riportato sopra lei le pronunciò quando ci fu la presentazione della lista. Sul tema dell'immigrazione: l'Italia sembra spaccarsi in due. Un tema che scotta.

I temi dell’Europa e dell’immigrazione sono temi difficili perché in realtà sono stati percepiti in modo sbagliato dalla maggior parte degli italiani e “Più Europa” compie una scelta coraggiosa ponendoli al centro del proprio programma politico.

Occorrerebbe chiedersi per quali ragioni gli Italiani non amano più L’Europa, o, quantomeno, hanno assunto un atteggiamento apertamente diffidente verso il “loro continente”.

Perché forse bisognerebbe ricordare che noi italiani siamo stati tra i promotori dell’unità europea.

Forse non tutti ricordano, infatti, che, già nel giugno del 1941, durante il soggiorno forzato sull'isola di Ventotene, Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e di Eugenio Colorni, scrisse un trattato meglio conosciuto come “Manifesto di Ventotene”, con il quale immaginava l’Europa in termini federalistici.

“Più Europa” riparte proprio da questo punto per rilanciare l’idea di Stati Uniti d’Europa su un modello federale.

Certo, negli ultimi anni gli italiani possono (forse anche a ragione) essersi sentiti traditi dall’idea di Unità Europea, perché spesso L’Unione Europea è apparsa governata più da interessi economici e da egoismi nazionali che da un vero senso di appartenenza, ma non possiamo dimenticare che, in un mondo che cambia molto velocemente e che vede imporsi, come nuove potenze politiche ed economiche, Grandi Paesi come la Cina, la Russia o l’India, nessuno Stato europeo può seriamente pensare di fare da sé.

Occorre dunque Più Europa, intesa come entità politica unica capace di esprimere, non solo un sistema di difesa comune, ma un sistema bancario ed economico comune, costruito sulla centralità dei cittadini e non degli interessi nazionali, che possa essere davvero competitivo nel mondo.

Anche il tema dell’immigrazione, che tratto per lavoro, dovrebbe essere centrale per le istituzioni europee, che, troppo spesso, hanno lasciato soli i singoli stati frontalieri a gestire il problema dei flussi migratori.

Sul tema purtroppo la reazione della gente ha condotto ad un atteggiamento di diffidenza, che ha favorito l’insorgere di pregiudizi e disinformazione. Questo clima ha portato e porta a respingere ogni modello di integrazione anche quando, nei fatti, si è rivelato efficiente (si pensi alla tendenza ad ostacolare quei cittadini extracomunitari che hanno trovato, stando in Italia, un lavoro e che hanno avviato un vero processo di integrazione nel nostro Paese).


Ci racconti di lei: lavoro, affetti, hobby. Ed eventuali esperienze politiche.

Ho 47 anni, sono sposato, ho due figli (il più grande frequenta la quarta elementare la piccola sta completando la materna).

Svolgo la professione di avvocato, mi occupo di diritto civile, penale tributario e fallimentare e, negli ultimi anni, ho maturato esperienza in materia di diritto dell’immigrazione. Nel tempo libero mi piace viaggiare, trascorrere serate in compagnia di amici, con masnade di figli al seguito e sto studiando per conseguire la patente nautica a vela e motore (i figli crescono e mi piacerebbe trasmettere loro la passione per il mare vissuto dal mare).

Non ho precedenti esperienze di politica attiva, ma ho sempre seguito con interesse le vicende del mio Paese e del mio territorio

 

Domanda su Vercelli: che città vorrebbe?

Il mio impegno politico muove anche dal desiderio e dall’aspirazione di vedere un città come Vercelli, che ha un patrimonio artistico di assoluto rilievo, una posizione geografica “strategica” ed una qualità della vita invidiabile (ma che negli ultimi anni mi è parsa quasi rassegnata di fronte ad un inesorabile declino economico) possa trovare un rilancio forte e concreto.

Credo che lo sviluppo della città passi necessariamente da una revisione del Piano Regolatore Regionale che in passato non ha sempre funzionato spesso a causa della scarsa concretezza degli obiettivi e del mancato coinvolgimento dei soggetti interessati.

Occorre favorire la conversione di aree dismesse come OPN e Bertagnetta coinvolgendo imprenditori locali e non, anche attraverso l’uso dei fondi europei.

Tutto ciò, dovrà comunque avvenire nel rispetto dell’ambiente che sempre più si impone come valore fondamentale.

Credo che anche il commercio debba essere incentivato e sostenuto.

Negli ultimi anni troppi esercizi commerciali hanno chiuso in città e la mancanza o scarsità di negozi può spingere i Vercellesi a recarsi altrove per fare acquisti, innescando una spirale che rischia di portare alla desertificazione della città.

Come padre di bambini ancora piccoli ho notato anche che scarseggiano in città strutture (quali ad esempio ludoteche) che consentano, soprattutto in inverno, di far giocare e creare aggregazione tra i più piccoli.

rb

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore