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Politica | 17 maggio 2019, 09:26

"Cinque anni bellissimi, spesi per la mia città"

I SALUTI DI ENRICO DE MARIA CHE LASCIA L'ATTIVITA' POLITICA

"Cinque anni bellissimi, spesi per la mia città"

Cara redazione,
Quello di giovedì prossimo sarà il mio ultimo Consiglio comunale perché, come avevo detto al momento stesso di accettare, cinque anni fa, la candidatura a sindaco per il centrodestra, la mia esperienza politico amministrativa, dopo quarant’anni di giornalismo, doveva durare solo un quinquennio, sia che fossi diventato sindaco, sia che fossi entrato, come esponente dell’opposizione, in Consiglio.
Lascio il ruolo di consigliere, con infinita gratitudine per i vercellesi che mi hanno collocato lì e con gli auguri a tutti coloro che, in questi giorni, nei vari partiti, movimenti, liste civiche, hanno deciso di prendere parte alla competizione elettorale. Candidarsi è una delle esperienze più importanti che si possano fare per la propria città e dunque tutti coloro  che, in questo momento, stanno proponendo ai loro concittadini programmi e progetti per Vercelli, sostenendo i sette candidati-sindaco, meritano il massimo rispetto di tutti noi.
Prima di lasciare il Consiglio, voglio ringraziare la mia bella squadra che, cinque anni fa, si spese tantissimo per me per portarmi al ballottaggio (onore immenso, ve lo assicuro, nonostante la sconfitta): non dimenticherò mai coloro che, all’interno della mia lista civica, e, in generale nella coalizione del centrodestra, hanno lavorato per condurmi a quel risultato.
Ma con questa lettera voglio ringraziare tutti, e dico tutti, indifferentemente, i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione - coloro che sono attualmente in carica, e anche chi ha abbandonato, per vari motivi, il suo ruolo - per avere condiviso come me questa avventura fatta di scontri e di intese, di battaglie vinte e di sconfitte, di condivisioni e di divisioni. Un grazie anche al sindaco e agli assessori, con i quali ho spesso dialogato, talvolta mi sono scontrato, ma soprattutto ho cercato di dialogare. Da parte mia ho sempre cercato di rispettare tutti (e quando ho trasceso, ho chiesto scusa) e mi sono sentito rispettato da tutti. Per me, il Consiglio, e lo dico senza enfasi retorica, è stata una famiglia in più.
Voglio ringraziare anche tutti i dirigenti e i funzionari che ci hanno seguiti nelle sedute del Consiglio, e così pure gli impiegati, tutti gli impiegati, i vigili urbani, gli uscieri, con i quali ho condiviso le sedute consiliari ma anche le commissioni, e dei quali mi sono avvalso per gli accessi alle informazioni negli uffici, il disbrigo della pratiche e in altre innumerevoli circostanze. Grazie per l’aiuto, indispensabile per un neofita qual ero.
Infine, un ricordo a parte  per due persone speciali che erano lì con noi, con il loro carico di umanità, di correttezza, di lealtà, e, lasciatemelo dire, di amicizia: due galantuomini che ci hanno lasciati all’improvviso e troppo presto e il cui ricordo, il cui esempio mi accompagneranno per sempre: Pietro Sereno e Andrea Raineri.

Enrico De Maria

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