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Politica | 16 maggio 2019, 16:54

SiAmo Vercelli: attacco a Corsaro e alla Forte

MA NON SOLO: «QUALCUNO HA INVITATO I PROPRI PAZIENTI A UN EVENTO, IN SPREGIO AL BUON GUSTO E ALLA PRIVACY»

Perfumo mostra il contro-manifesto che verrà appiccicato dove compaiono manifesti di Corsaro

Perfumo mostra il contro-manifesto che verrà appiccicato dove compaiono manifesti di Corsaro

Sede dei SiAmo Vercelli in via San Paolo. Attorniato da candidati e con al fianco il giornalista Stefano Salandin, il candidato sindaco Alberto Perfumo tuona: «Abbiamo convocato i giornalisti per denunciare scorrettezze e bugie».

Ce l'ha con tutti: con Corsaro. Con Maura Forte. Tiramani. E con un'altra lista. «Faremo nomi e cognomi quando presentermo denuncia al garante della Privacy» dice Perfumo. «Ci risulta – prosegue – che qualcuno abbia usato le liste dei propri pazienti per invitarli a un evento della campagna elettorale, in spregio al buon gusto e alla privacy».

Passa a Corsaro. «Esporre manifesti elettorali al di fuori dagli spazi definiti dal Comune è vietato. Siamo andati dai vigili, ma nessuno è intervenuto. Questo senso di impunità non può essere tollerato» dice, e annuncia: «Andremo nei negozi sfitti dove ci sono i manifesti ad appendere questo nostro messaggio». In un foglio formato A4 i SiAmo hanno scritto: Questo manifesto non rispetta le regole. Violazione dell'articolo 8, comma 3, Legge 212/1956. Un sindaco che non rispetta le regole è quello di cui abbiamo bisogno?»

E ancora: «Corsaro ha provocatoriamente lanciato un messaggio ai vercellesi, chiedendo se serve una piscina. Ma dimenticando che la piscina è stata chiusa durante la sua amministrazione».

Bang bang: tocca a Maura Forte, adesso.

«Il sindaco ha detto che entro la fine dell'anno i vercellesi torneranno a nuotare. Quello che non ha fatto in cinque anni lo farà in cinque mesi? Se i programmi di Maura Forte sono reali come le fotografie che esibisce in campagna elettorale siamo... a posto».

Interviente Salandin. Ricorda la puntata di Striscia la Notizia sulla piscina. Fa vedere una foto. «Questo signore, che si è prestato a fare il figurante con un accappatoio, arrivava da Borgosesia. Che c'entrava? Bisognerebbe chiederlo all'onorevole Tiramani, così come biosognerebbe domandarsi: chi ha chiamato Striscia la Notizia?».

Parla di nuovo Perfumo. Che commenta gli slogan di Maura Forte … “Ripartire da Maura Forte”.

«Dovremmo ripartire da Iren. Oltre le quote svendute, che fine hanno fatto i cento milioni promessi per lo sviluppo della città? E i 90 posti di lavoro?».

«E che mi dice Maura Forte del Piano strategico, che doveva rilanciare la città?... 300mila euro e non se ne è più parlato».

Perfumo passa allo slogan di Corsaro “Tornare a crescere”.

«Non ha lasciato la città in belle condizioni. Con lui sono stati spesi soldi per opere pubbliche come il Museo dello Sport. Costato 2 milioni più 1 milione e 300mila di spese legali, o come il fantasioso progetto della risoteca, altri due milioni e mezzo di euro».

Pensierino per entrambi, Corsaro e sindaca: «La città è cresciuta? Come no, in dieci anni, cinque di uno e cinque dell'altra, hanno chiuso 75 negozi».

Non poteva mancare una frecciata a Roberto Scheda: «Se la città è andata bene per dieci anni, che sono il periodo in cui è stato assessore di Corsaro, che bisogno aveva di candidarsi da solo?».

Il gran finale: «Bobba ripropone la Forte, Cortopassi ripropone Corsaro, Scheda propone se stesso. Sta di fatto che ci saranno 400 candidati che verranno votati, e mi pare legittimo, da parenti e amici. La soluzione? Ricorrete al voto disgiunto».

Remo Bassini

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