/ Politica

Politica | 16 maggio 2019, 23:48

Corsaro: «Per 5 anni ho taciuto, ma vedevo il declino della città»

«SONO UN LIBERALE MODERATO CHE CREDE NELLE ISTITUZIONI» - «HO LOTTATO CON LE UNGHIE E I DENTI PER I TERRENI IN CUI SI E' INSEDIATA AMAZON» - «NELLE NOSTRE LISTE C'E' GENTE PREPARATA, CHE HA VOGLIA DI FARE»

Andrea Corsaro, candidato sindaco di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia

Andrea Corsaro, candidato sindaco di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia

 

Andrea Corsaro, partiamo subito dalla sua candidatura. Perché ha deciso di ricandidarsi?

La mia è stata una decisione dettata dalla passione e dall’amore per Vercelli. Ho visto negli ultimi 5 anni progetti abbandonati e iniziative non portate a termine, mancanza di pianificazione e mancanza di strategie per l’espansione della città.
Ho visto che l’Amministrazione in carica non si è impegnata in battaglie fondamentali, cito l’Ospedale che ha visto eliminati reparti e posti letto, cito la soppressione dei Freccia Bianca, ed è stata carente nell’ottenimento di fondi regionali ed europei.
Ho visto una città malgovernata con un’amministrazione che per i suoi problemi non ha convocato né discusso in Consiglio Comunale temi di estremo interesse della collettività. Ho visto svendere Atena con enorme danno per Vercelli. Tutto ciò mi ha motivato.

E' giusto definire l'avvocato Andrea Corsaro un liberale senza tessera di partito?

Direi proprio di sì. Non ho mai fatto politica prima del mio periodo dei mandati amministrativi, non sono iscritto ad alcun partito, ritengo di poter serenamente assicurare che sono un “moderato” che crede fermamente nelle istituzioni, così come mi è stato trasmesso dalla mia famiglia, che in tutti i modi si vuole impegnare nel rispetto delle normative vigenti per un miglioramento delle condizioni dei Vercellesi, per una migliore qualità di vita degli stessi cercando di armonizzare il più possibile i rapporti tra Pubblica Amministrazione e Cittadini.

Supponiamo che lei vinca. La maggioranza del consiglio dovrebbe essere della Lega. Non la preoccupa questo?

Le maggioranze del Consiglio in caso di vittoria saranno l’espressione del voto degli elettori. Io penso che la maggioranza sarà comunque coesa e non vedo quale preoccupazione particolare si intenda prospettare. Dal canto mio mi permetto sommessamente di evidenziare che nei miei due mandati si sia comunque riusciti a fare un buon lavoro di coordinamento sempre per giungere alle scelte più condivise possibili anche con le minoranze per il bene della Città.

Sui candidati della Lega posso dire di aver trovato persone motivate, preparate, ben organizzate e con un gran voglia di far bene. Altrettanto posso dire dei candidati delle altre liste che mi sostengono, insomma non posso che immaginare un’ottima maggioranza in caso di vittoria.

Roberto Scheda e Alberto Perfumo: mi dice cosa pensa di loro da un punto di vista prettamente politico?

Sia con Roberto Scheda, sia con Alberto Perfumo c’è grande conoscenza personale. Lei mi chiede di limitarmi al punto di vista politico e del primo non posso far altro che evidenziare che di un vero politico di lungo corso si tratta e che, nella qualità di Assessore negli anni del mio mandato, ha condiviso ogni scelta gestionale e amministrativa che ho adottato.

Per quanto riguarda Alberto Perfumo penso che il suo essersi sempre vantato di aver soluzioni in tasca e di avere grande esperienza si sia poi scontrato con la realtà dei fatti: l’apparentamento, prima da lui escluso, con il PD; le cose non realizzate da Vice Sindaco; l’uscita dalla Giunta e l’aver comunque permesso alla Forte di rimanere ad amministrare ne sono l’esempio. Se non incoerente è sicuramente “politico”, nella concezione che il suo movimento tanto critica.

Lei è stato sindaco per dieci anni, se vince “rischia” di farlo per altri dieci. Vent'anni di governo della città sarebbero un record, e lei verrebbe per così dire consegnato alla storia. Ci ha pensato?

Non penso al “rischio” di fare il Sindaco per altri dieci anni, ritengo che i primi dieci siano stati una grande esperienza e un momento fondamentale per la mia vita. Torno a dire che la carica che si ricopre ti coinvolge ancor di più per conoscere la storia di Vercelli e i suoi luoghi più segreti; si acquisisce anche un capitale di conoscenza che è un vero patrimonio che deve essere ben utilizzato. La conoscenza di molte situazioni permetterà, affinando i meccanismi organizzativi, di affrontare da subito le questioni più importanti.

Avvocato, oltre ai temi ricorrenti (piscina, bilancio eccetera) di lei si dice che fosse più preparato dei suoi assessori e che sapesse tenere testa ai funzionari ma si dice anche che non aveva tempo per stare in mezzo alla gente, che aveva sempre fretta perché faceva il sindaco ma continuava a fare l'avvocato.

Nella domanda cita temi ricorrenti quali piscina e bilancio sui quali spero veramente i cittadini abbiano compreso che vi è vera mistificazione nel formulare accuse alle mie amministrazioni: sulla piscina è l’amministrazione Forte che non ha saputo realizzarla in cinque anni e sul bilancio sono i documenti ufficiali che parlano.

Per 5 anni io non mi sono permesso di intervenire, posso solo dire che i manipolatori della verità prima o poi vengono smascherati. Per quanto riguarda gli assessori posso dire che erano altamente preparati e professionalmente capaci, tanto che in dieci anni vi è stata grande coesione e collaborazione di una squadra che è sempre rimasta unita, invariata e capace di dare apporto personale alla soluzione dei problemi. In ordine alla osservazione relativa alla mia fretta non posso che ammettere tale mia prerogativa, d’altra parte nella radice del cognome ho la parola “corsa”.

Mi spiace se posso apparire trafelato in alcune occasioni, ma tale comportamento era dettato dalla volontà di rispettare tutti gli impegni istituzionali e di rappresentanza. Non credo si possa dire che non stessi in mezzo alla gente, anzi forse la “fretta” mi ha permesso di incontrare e ascoltare ancora più persone.

Non sono certo io ad aver messo un cancello in Municipio tra me e i Cittadini! Sul mantenere la professione ho sempre ritenuto che fosse una garanzia di autonomia, certamente pagata con la necessità di ore di lavoro, con sacrificio tante volte per la vita famigliare. Certo, è più facile mettersi in aspettativa; in ogni caso non si può precludere ai lavoratori autonomi l’attività amministrativa.

Senta avvocato, un grande merito a Maura Forte va riconosciuto: è arrivato Amazon, è arrivato del lavoro.

Il piano degli insediamenti produttivi è stata una formidabile intuizione della mia amministrazione. Ho lottato con le unghie e con i denti e l’Accordo di Programma per la trasformazione dei terreni sul casello autostradale ha creato un vero motore per portare il lavoro a Vercelli. Tale mia iniziativa – virtuosa sotto tutti gli aspetti, voglio ricordare che i soldi sono stati destinati all’Ospedale di Vercelli ‐ aveva già portato Brendolan, Vipiana‐Euronics e Novacoop, creando occupazione e ponendo le condizioni per altri insediamenti. Amazon ha potuto insediarsi in quanto ha trovato quelle condizioni favorevoli create proprio perché ci fossero a disposizione grandi spazi a prezzi più che convenienti, immediatamente disponibili cioè già trasformati con le deroghe, perfettamente idonei per quelle esigenze nelle immediate vicinanze del casello autostradale e con il binario di presa della ferrovia.

Mi dà la sua versione sul Museo dello sport?

In ordine al Museo dello Sport voglio precisare che il progetto riceveva un finanziamento dello Stato ed era cofinanziato con un mutuo con il Credito Sportivo. Si trattava di un palazzetto con tribune semovibili da circa 1200 posti con la possibilità di trasformarsi in teatro.

Soprattutto per le sue dimensioni avrebbe permesso di svolgere gare nazionali e internazionali di varie discipline che attualmente non si possono svolgere a Vercelli, poteva contenere le 22 pedane per la scherma e le abilitazioni per la pallavolo, la pallacanestro e così via.

Nel progetto vi era una parte museale per le Glorie Sportive Vercellesi, una parte destinata alla Medicina Sportiva e alla Cultura dell’antidoping e dello sport leale e soprattutto vi era la sede moderna e tecnologica per la ProVercelli Calcio che aveva collaborato dando le indicazioni per il progetto dell’area di sua pertinenza.

Quando ho cessato nel 2014 il mio mandato vi era ancora esistente il finanziamento dello Stato di circa 2 milioni e mezzo di euro ottenuto grazie al progetto che era risultato vincitore rispetto a tanti altri progetti italiani. Successivamente questo bel progetto ha avuto molte disgrazie, ha avuto dei fermi per rinvenimenti archeologici e l’appalto, durante l’amministrazione Forte, come ulteriore disgrazia ha visto scappare una ditta vincitrice della gara, dei fallimenti, delle rinunce e l’amministrazione Forte dopo due o tre anni ha deciso di abbandonare e di rinunciare all’opera.

Nel frattempo una di queste ditte ha fatto causa che mi dicono sia stata persa e la sentenza non impugnata. Il contributo dello Stato è andato perduto e i denari del mutuo del Credito Sportivo sono stati restituiti.

Al di là delle cifre che ho sentito riferire assolutamente inveritiere, non comprendo come si possa attribuire responsabilità al Sindaco precedente. Certo il dispiacere è grande, ma se una ditta scappa e l’altra fallisce... Occorre saper gestire bene le emergenze.

Mi cita alcuni fiori all'occhiello dei suoi dieci anni da sindaco?

Uno. L’impegno sull’assistenza sociale è stata imponente per progetti, strutture e per la particolare attenzione alle fasce deboli e alla disabilità. L’assegnazione di un gran numero di case popolari (80/90 all’anno), iniziativa alloggi madre‐bambino, i progetti per le vittime della violenza, la costruzione dell’edificio per l’Anffas alla Cascina Lavino per la disabilità, i meravigliosi progetti di Villa Cingoli e della Bargè.

Due. Credo che il piano degli insediamenti produttivi sia stata una vera chiave di volta per l’occupazione. Tale iniziativa dimostra come la pianificazione e le strategie rivolte al concreto siano un’arma vincente.

Tre. La ristrutturazione dell’Ospedale vecchio, dell’ex macello e l’ottenimento con il Pisu dei Fondi Europei. Da cittadino avevo visto per decenni l’area del parcheggione come un pezzo di città bombardata e lasciata nell’incuria.

Quattro. Il rilancio culturale di Vercelli, ricordo la Camerata Ducale, la creazione di Arca, Vercelli Città d’Arte, la Guggenheim, San Pietroburgo, il Museo Archeologico, il livello delle stagioni teatrali, il Museo del Teatro, l’arrivo di grandi personalità della cultura; un rilancio di Vercelli a livelli internazionali.

Cinque. L’approvazione del nuovo Piano Regolatore dopo 35 anni, Piano volto allo sviluppo e all’espansione della Città, l’approvazione del nuovo Statuto Comunale dopo 21 anni, gli accordi di programma e i protocolli d’intesa con Regione, Asl, Università, Ministero dei Beni Culturali, ecc. 31 regolamenti per l’operatività, per la maggiore celerità di tutti gli atti che hanno permesso una facilitazione e maggiore operatività dell’Ente Comune.

Sei. Aver risolto situazioni incancrenite lottando con altri Enti e Istituzioni. Ricordo che ho ottenuto da RFI il prolungamento del sottopasso della stazione con il progetto del parcheggio (in minima parte attuato dall’attuale Amministrazione) per l’apertura della Città dall’altra parte della ferrovia e per una stazione a misura delle persone diversamente abili con l’ascensore; la realizzazione con la Provincia della Tangenziale Nord, la soluzione con Atc dell’ex Ipai abbandonata da anni, l’acquisto e la realizzazione della ristrutturazione dell’Ufficio Iva destinandolo alla Scuola Vallotti, il relativo Broletto.

Sette. L’adeguamento dello Stadio e la battaglia vittoriosa con il presidente Abete per mantenere i titoli sportivi alla Pro Vercelli. La definizione della decennale controversia relativa agli Spalti della Maddalena in Via Marsala, la ristrutturazione dell’immobile della Ruota d’Oro, le entrate di Vercelli da Novara e da Casale...

Cosa ha in mente per questa città, per migliorarla? Quali sono le urgenze su cui intervenire?

Penso che occorra impegnarsi il più possibile perché si formi una catena virtuosa di relazione con la Regione e il governo centrale per dare credito alla Città nel senso di ottenere finanziamenti anche e soprattutto dall’Europa perché Vercelli torni ad essere considerata; grande attenzione agli interventi sul sociale.

Una rivitalizzazione del commercio con interventi concreti di aiuti al settore, una ripresa della politica culturale di grande livello tale da richiamare persone, turismo, visitatori, acquirenti. Impegno per far risalire il mercato immobiliare spingendo il più possibile con interventi tali da migliorare la qualità della vita per rendere appetibile la città.

Nuove iniziative per il lavoro soprattutto per i giovani, cercando in tutti i modi di trattenerli a Vercelli per lo studio (rapporti con l’Università), per il lavoro e per luoghi di svago e sportivi. Queste le intenzioni e queste azioni come interventi prioritari con inoltre un’immediata rivisitazione dei parcheggi, migliori servizi, la piscina, un riordino e pulizia della città con la cura dei particolari dalla periferia al centro, come la nostra cara Vercelli merita.


 

Remo Bassini

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore