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Politica | 15 maggio 2019, 07:26

Tre domande ai candidati/15: Francesca Farrauto, in lista con Uniti si vince

«HO SCELTO SCHEDA PERCHE' E' SVINCOLATO DAI PARTITI E SI E' ATTORNIATO DI PERSONE CHE VOGLIONO METTERSI AL SERVIZIO DELLA CITTA'»

Francesca Farrauto, candidata con Uniti si vince

Francesca Farrauto, candidata con Uniti si vince

Il volto di Francesca Farrauto, giovane medico che si è candidata nella lista a sostegno di Roberto Scheda “Uniti si vince”, è un volto noto: fu una testimonial scelta dall'Università del Piemonte Orientale per i manifesti con i migliori laureati. Dottoressa, perché questa decisione di candidarsi e perché con Roberto Scheda.
«La scelta di candidarmi è scaturita gradatamente, girando per Vercelli e ascoltando parenti, amici e conoscenti: quante volte abbiamo visto vetrine di negozi aprire e chiudere dopo poco, ragazzi che per studiare e per trovar lavoro sono costretti ad andarsene dalla città; quartieri e aree progressivamente degradate; viabilità congestionata con difficoltà nella ricerca di parcheggi e piste ciclabili interrotte o dissestate; quante volte abbiamo pensato che la città andrebbe valorizzata e pubblicizzata come merita in campo culturale e agroalimentare. Ma il problema che più mi sta a cuore è quello della sanità locale: molti cittadini si sono dovuti rivolgere altrove a causa di un depauperamento di risorse, di personale e della chiusura di strutture e servizi.

Ho saputo che l’avvocato Roberto Scheda stava cercando gente politicamente “nuova”, proveniente da diversi ambiti professionali, disposta a mettersi in gioco per risollevare le sorti cittadine nei vari settori (dal lavoro, alla salute, dal sociale alla viabilità, dal turismo allo sport,…). Mi sono avvicinata al suo gruppo in quanto i vercellesi in generale e la mia famiglia in particolare lo conoscono come una persona seria e onesta, che ha ottenuto dalla vita successi professionali, politici e personali, grazie al suo carisma e alla sua forza di volontà. L’ho definitivamente scelto in quanto, svincolato dai partiti, ha esposto un’idea che condivido totalmente: Vercelli ha bisogno di persone che si mettano al servizio della città in maniera concreta. Non serve a nulla lamentarsi della “solita” o “corrotta” politica, se poi non si cerca in prima persona di apportare dei miglioramenti od offrire idee in cui crediamo».

Ci dica di lei, della sua vita: lavoro, hobby. È alla sua prima esperienza politica?

«Ho quasi 35 anni, ho studiato medicina e mi sono specializzata in otorinolaringoiatria presso l’UPO, nella sede di Novara; ho trascorso un periodo lavorativo all’estero e ho girato diverse realtà per corsi di aggiornamento e per contratti lavorativi a scadenza. Ora sono medico ospedaliero all’Asl di Vercelli con sede attuale a Borgosesia. Sono sposata e nei prossimi anni vorrei avere una famiglia e mi piacerebbe vivere in una città che offra opportunità ai giovani e più attenzione per i disabili e gli anziani. Mi piace viaggiare e visitare città insieme a mio marito, pratico sport regolarmente, anche se ultimamente il lavoro mi ha impegnato molto. Mi piace leggere gialli e amo i film d’autore. Questa è la prima esperienza diretta in politica ma il clima di entusiasmo che si è creato nel nostro gruppo mi ha subito messo a mio agio: questo è senza dubbio un valore aggiunto della nostra lista».

 

Cosa sogna per questa città e cos'è che non va, adesso?

«Mi piacerebbe che Vercelli potesse risvegliarsi come cittadina europea avanzata, ma fiera della sua storia, con una ricca offerta universitaria, di nuovo fiorente e attiva in campo commerciale, culturale e sociale, in cui i giovani vengano attratti per specifiche specializzazioni e per i servizi dati e con una struttura ospedaliera efficiente e all’avanguardia. Sicuramente non si potrà ottenere tutto e in breve tempo, ma l’importante è iniziare, tirandosi su le maniche, guidati dalla competenza di Roberto Scheda».

rb

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