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Arte e Cultura | 14 maggio 2019, 10:32

Sant'Andrea e Santa Maria di Lucedio: intrecci di storia, arte, potere

SERATA PROMOSSA DA COMUNE, PROVINCIA E FAI: RELATORI SAVERIO LO MARTIRE E PAOLA LAMBERTI

Sant'Andrea e Santa Maria di Lucedio: intrecci di storia, arte, potere

Sant'Andrea e Santa Maria di Lucedio. Guala Bicchieri e Giacomo Carnario. E' una serata alla scoperta di personaggi, vicende storiche e relazioni tra illustri esponenti del mondo vercellese quella che viene proposta mercoledì 15 maggio alle 21 al Salone Dugentesco.

”Le relazioni tra l'Abbazia Sant'Andrea e l'Abbazia di Santa Maria Assunta di Lucedio ai tempi del Cardinal Guala Bicchieri e del suo segretario il Vescovo Giacomo Carnario", questo il titolo dell'incontro, prende spunto dalla lapide che ricorda la sepoltura nel 1241 del Vescovo Giacomo Carnario nell’abbazia cistercense di Santa Maria Assunta di Lucedio.
Giacomo Carnario prima di esser Vescovo a Vercelli fu a fianco del cardinal Guala Bicchieri durante il viaggio in terra inglese e poi partecipe e testimone della fondazione dell’Abbazia di Sant'Andrea.
La figura di Giacomo Carnario vale la pena di esser riscoperta quale ulteriore spunto di connessione tra la fondazione di Sant'Andrea e un’altra prestigiosa testimonianza del nostro territorio, l’abbazia di Santa Maria Assunta di Lucedio, una delle più antiche d’Italia, di cui la Provincia, dopo averla acquisita nel 2003, ha avviato un programma di recupero e valorizzazione. Carnario originario di Trino, alla sua morte avvenuta nel 1241 lascerà le sue proprietà all'Ospedale dell'Abbazia di Sant'Andrea, proseguendo e ampliando il solco tracciato da Guala Bicchieri, suo fondatore. Carnario morì a Santhià dove si era rifugiato a causa dei disordini in Vercelli tra la sede vescovile e il Comune, ma per suo desiderio verrà sepolto nell'Abbazia di Santa Maria Assunta di Lucedio cui era legato e come ancor oggi la lapide alla base del campanile ci testimonia.

Nel corso della serata è previsto l’intervento di Saverio Lo Martire, docente all'Università del Piemonte Orientale e curatore della mostra sulla Magna Charta, e dell’architetto Paola Lamberti funzionario della Provincia di Vercelli. Saranno loro a condurre il pubblico alla riscoperta di un fitto sistema di legami e relazioni tra due eccellenze storico architettoniche del territorio e gli importanti personaggi ad essa legati. Una rete di relazioni che ben rappresenta “L’Europa a Vercelli nel Duecento” il sottotitolo della mostra dedicata alla Magna Carta “Guala Bicchieri e il suo lascito” .

La serata è stata organizzata in collaborazione con la Provincia, la Delegazione FAI e FAI Giovani di Vercelli che dal 2019 si occupa delle visite al campanile di Santa Maria di Lucedio.
Appuntamento dunque a Lucedio nelle domeniche del 26 maggio e del 2 giugno per la visita al campanile.

redaz

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