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Politica | 09 maggio 2019, 11:05

Interviste ai candidati/11: Jose Saggia, Forza Italia

«AI NOSTRI FIGLI DOBBIAMO LASCIARE UNA CITTA' ANCOR PIUì BELLA: UNA PICCOLA OASI» - «TUTTO INIZIO' QUANDO MIO PADRE VENDETTE LA SUA AUTO PER RILEVARE LA TRATTORIA GARIBALDI AI CAPPUCCINI»

Jose Saggia, vicepresidente della Pro, commerciante. Candidato per Forza Italia

Jose Saggia, vicepresidente della Pro, commerciante. Candidato per Forza Italia

Jose Saggia che incontriamo o al mattino nel suo nuovo centralissimo locale, o alle conferenza stampa della Pro Vercelli (dove possiamo avere diversità di vedute, per esempio sul tecnico dell'anno scorso) di cui è vicepresidente o nel suo ristorante ai Cappuccini, che una volta era il rione rosso. Commercio e sport, ma non solo: Jose Saggia, per esempio, crede nelle potenzialità di attrazione culturale di Vercelli. Dietro un viso burbero c'è anche un po' di autoironia. Quando ci fu la presentazione dei candidati di Forza Italia esordì dicendo «120 chili di passione». Saggia, visti gli impegni che ha perché si è candidato e in consiglio comunale avremo quindi anche un rappresentante – oltreché del commercio - anche della Pro Vercelli? E i Cappuccini, che rapporto ha lei con il rione?


Non è facile scegliere di correre per le elezioni amministrative comunali soprattutto quando si hanno già molti impegni come ha sottolineato lei, ho accettato perché, da imprenditore, credo che le città debbano essere amministrate in una forma nuova. Sono in atto cambiamenti epocali legati soprattutto alla nuova rivoluzione tecnologica e Vercelli non è immune a questi cambiamenti che, comunque , devono tener conto della propria storia, delle proprie tradizioni, della propria cultura .

Credo che sia un dovere verso la propria città e i propri concittadini mettere a disposizione ciò che si è imparato in tanti anni di lavoro, quest’anno sono 40 anni nella mia attività, credo di aver maturato le giuste conoscenze .

Per quanto riguarda una eventuale presenza in consiglio credo che potrò avere questo ruolo polivalente, la Pro è la squadra della mia città ed è nel mio cuore, mi ha dato tante e grandi gioie e qualche dolore, mi auguro continui a scaldare gli animi di chi ama questa maglia.

I Cappuccini infine. Sono un rione orgoglioso, fermamente attaccato alle sue radici. Sono molto legato a questo piccolo cuore di città perché ha accolto la mia famiglia nel 1979 quando mio padre, vendendo la sua autovettura, rilevò la licenza commerciale dell’allora “Trattoria Garibaldi” dove io e lui, con mia madre e mio fratello cominciammo una fantastica avventura che ci ha portati sino ad oggi .


Saggia, si racconti a chi non la conosce.

Sono nato nell’agosto del ’63 , sono una persona molto leale, da quarant’anni lavoro nel mondo della ristorazione, ho sempre lavorato molto e quindi pretendo molto non solo da me stesso ma anche dalle persone che mi circondano .

Ho due figli Simone ed Emanuele che amo profondamente. Sono stati e sono tutt’ora lo stimolo per costruire qualcosa di buono che rimanga nel tempo. Mi piace il bello perchè ritengo che il bello sia contagioso così come il buono.

Ho una grande passione per il gioco del calcio che mi ha fatto calcare i campi da gioco , prevalentemente con i giovani dei settori giovanili, peraltro con buoni risultati .

Ritengo che la cultura possa essere una risorsa importante per la nostra civiltà occidentale e in particolar modo per Vercelli, in un momento in cui i modelli culturali si stanno smarrendo , dobbiamo non solo salvaguardare ma dobbiamo, in qualche modo, rilanciare le nostre ricchezze culturali e farle diventare una opportunità di crescita anche economica, perché solo una economia interna sana e forte sarà in grado di guardare e di assistere i più disagiati.

Ritengo inoltre che le nuove frontiere tecnologiche, se bene utilizzate, potranno essere, insieme all’indispensabile intervento umano una risorsa incredibile per creare un habitat su misura per tutti.


 

Un messaggio al futuro sindaco, non importa che si chiami Tizio oppure Caio.

Ovviamente mi auguro che Corsaro divenga sindaco della città di Vercelli , questo senza assolutamente voler giudicare o denigrare i degni avversari che rispetto profondamente,comunque riprendo un concetto a cui tengo molto. 

I nostri avi ci hanno lasciato in dote una bella città con Cattedrali, Musei, Scuole, Monumenti , ci hanno lasciato una Storia e hanno lottato anche per la nostra Libertà, ecco, oo non vorrei essere presuntuoso, ma coltivo l'ambizione di voler lasciare a chi verrà dopo di noi, ai nostri figli e ai figli dei nostri figli, qualcosa di bello, qualcosa di nuovo. Dobbiamo ripensare il contesto urbano, dobbiamo rendere la nostra città una piccola oasi dove le persone ambiscano a venire non solo a far visita, ma anche per viverci.

Sindaco si Ricordi che il Bello e il Buono sono contagiosi



rb

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