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Arte e Cultura | 06 maggio 2019, 18:11

"Operai, fabbrica, Resistenza": incontro con Claudio Dellavalle

APPUNTAMENTO VENERDI' IN BIBLIOTECA: L'INIZIATIVA PROMOSSA DA ANPI, COMUNE E ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA

"Operai, fabbrica, Resistenza": incontro con Claudio Dellavalle

E' dedicato a “Operai, fabbrica, Resistenza. Conflitto e Potere nel Triangolo industriale (1943-1945)" l'opera curata da Claudio Dellavalle, già docente universitario di Storia contemporanea all'Università degli Studi di Torino che viene presentato venerdì 10 maggio nella Sala della Biblioteca civica, sezione di Via Galileo Ferraris, 95 alle ore 17.

L'appuntamento è organizzato dall'Anpi di Vercelli: Dellavalle, vice presidente dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (l’attuale Istituto nazionale “Ferruccio Parri”) e oggi presidente dell'Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea concentra l'attenzione sugli scioperi del marzo 1943 nelle fabbriche del nord-ovest. Un momento storico in cui ricompare il conflitto sociale che il fascismo aveva negato con la forza della legge, con il sindacato corporativo, con l’apparato repressivo dello Stato. Nei due anni che seguono, nel contesto della guerra totale, il conflitto come un flusso carsico attraversa le concentrazioni industriali più importanti del paese. Non solo Torino, Milano, Genova, ma tutti i distretti industriali connessi ai grandi centri urbani. In queste realtà la tensione tra mondo della fabbrica e chi detiene il potere si riproduce: con il governo militare di Badoglio così come con gli occupanti tedeschi e la Repubblica di Salò. La protesta operaia risulterà incredibilmente estesa, avendo nella difesa di condizioni elementari di vita l’elemento di base rispetto al quale si strutturano le relazioni con le direzioni aziendali, con i fascisti, con i tedeschi e con le componenti dell’antifascismo. Un gioco complesso, articolato per fabbriche, per aeree, diversificato nel tempo a seconda delle situazioni che la guerra alimenta e produce. Un gioco duro, spesso pericoloso, a volte mortale, ma in cui i lavoratori scoprono la politica, le forme dell’organizzazione, si fanno classe in uno scambio mai scontato con i partiti antifascisti che nel rapporto con questo soggetto attivo della modernità scoprono la possibilità di una nuova Italia.

L'incontro è aperto a tutti e a ingresso libero.

redaz

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