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Economia | 03 maggio 2019, 18:13

Ascomwelfare: servizi e ricchezza nel territorio

PER LE AZIENDE E I DIPENDENTI - REALIZZATO DALLA EUDAIMON DI ALBERTO PERFUMO

Ascomwelfare: servizi e ricchezza nel territorio

Immaginate da avere un'impresa con due dipendenti. O dieci, oppure nessuno. Solo voi. E di iscrivervi a un portale.

In primo luogo, iscrivendovi, fate vedere al territorio che la vostra aziende c'è. E che vendete il tal prodotto (e che, magari, per gli altri iscritti ci sono sconti)

Ma immaginate che nel portale si iscrivano anche i vostri dipendenti, a cui voi, magari ogni mese, magari una volta all'anno per premiarli, magari... mai, assegnate dei crediti: 20, 50 euro al mese, 100 di una tantum.

Soldi che i vostri dipendenti spenderanno nell'ambito del portale, e soldi che possono arrivare a voi dai dipendenti di altri che si sono iscritti e che acquisteranno da voi.

I crediti possono essere definiti da un contratto integrativo, aziendale. Possono, insomma, essere presi dalla stipendio del lavoratore. E qui sta il grande vantaggio: non c'è tassazione. A fronte di un 35 per cento dello stipendio che verrebbe tassato, ci sarà da pagare un 10 per cento circa sulle transazioni.

E immaginate che questo portale possa essere parecchio prezioso anche per voi: vi serve un dentista la domenica? Una badante perché la nonna ha rotto il femore? Un ristorante vegano?

Insomma, un portale creato e voluto da privati ma che dà risposte anche relative al pubblico.

Dall'esempio, passiamo alla presentazione che è stata fatta di ascomwelfare, che è stato realizzato dalla società Eudaimon di Alberto Perfumo.

«Abbiamo scelto Eudaimon perché abbiamo la fortuna di averla a Vercelli» ha esordito il direttore dell'Ascom, Andrea Barasolo.

E in effetti la società di Alberto Perfumo è stata la prima in Italia di welfare aziendale, con clienti di un certo spessore, come Tim e Nokia.

«I servizi di welfare risolvono i problemi delle persone e allo stesso tempo aumentano il pil locale» ha spiegato Perfumo.

«L'altro vantaggio è di natura economica: la Stato, infatti, agevola un soggetto terzo proprio (perché le aziende non pagano i contributi e i dipendenti non pagano le tasse) perché lo Stato ha bisogno di qualcuno che lo affianchi. In teoria, se tutte le aziende erogassero servizi di welfare aziendale (buoni libri, sanità eccetera) lo Stato potrebbe dedicarsi maggiormente a quei soggetti che, invece, non ne sono parte».

Insomma, il dipendente si potrà fare una spesa, magari con sconti, utilizzando una parte del proprio stipendio che sarà un po' più pesante (perché, appunto, lo ripetiamo, la parte dello stipendio che le aziende decidono di dare al proprio dipendente sotto forma di welfare aziendale non è soggetta a tassazione).

Ancora Perfumo: «Mille euro escono dalla tasche dell'azienda e mille euro vanno ai dipendenti. Una sorta di “borsellino elettronico”. Il vantaggio, però, va anche alle aziende, in quanto coinvolte nel progetto. Il beneficio economico (per azienda e dipendente) ha dato un grande impulso del welfare aziendale, che è entrato nella legge di stabilità del 2016».

I servizi offerti dal welfare aziendale coprono un ventaglio vastissimo di servizi: si va dall'ambito sociale al sanitario, dall'intrattenimento all'istruzione. A servizi pubblici, come i trasporti. Tutto in un portale web.

«C'è da risolvere un problema, che è di natura come culturale: come si fa a far capire alle aziende che è conveniente entrare nel welfare aziendale? Un ruolo importante lo possono svolgere le associazioni e i sindacati, che, seppur in ritardo, si stanno muovendo».

Ma un altro aspetto importante – hanno spiegato Perfumo e Barasolo – è quello di utilizzare il welfare territoriale come volano per far sviluppare l'economia locale.

«Il welfare territoriali fa sì che il denaro rimanga, appunto, nel territorio. Per questo, a breve, sarà disponibile a una nostra app con un “paniere” di beni Ascom pari a 258 euro» ha concluso Barasolo.




rb

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