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Arte e Cultura | 29 aprile 2019, 02:25

“Io sono il confine”: la vertigine della bellezza

CIVICO GREMITO PER ASSISTERE ALLA PRESENTAZIONE DEL CORTO DI MATTEO BELLIZZI

La parola a Bellizzi (con il microfono) al Civico, domenica (foto Gabriella Biasone)

La parola a Bellizzi (con il microfono) al Civico, domenica (foto Gabriella Biasone)

Platea del Civico al gran completo, domenica pomeriggio, per la presentazione del cortometraggio firmato da Matteo Bellizzi “Io sono il confine, un racconto per immagini della Basilica di Sant’Andrea a Vercelli”.

Un video prodotto dall’Assessorato alle politiche culturali del comune di Vercelli che, come hanno ricordato in apertura il sindaco Maura Forte e l’assessore Daniela Mortara, non ha solo lo scopo di celebrare la nostra basilica, ma anche e soprattutto quello di promuoverla.

E così, in onore dei suoi 800 anni, il monumento simbolo di Vercelli si mostra al mondo in 12 minuti densi di immagini in cui le protagoniste assolute sono la luce e la pietra, quella pietra che, usando le parole degli autori, in parte è diventata polvere, in parte capolavoro.

È una regia, quella di Bellizzi, che osa esplorare prospettive mai viste prima, privilegiando riprese aeree e sguardi inediti a dettagli forse finora passati inosservati. Insomma uno sguardo che fa apparire la basilica completamente nuova anche a chi l’ha avuta sotto gli occhi per tutta la vita.

Ma il corto non è un racconto di sole immagini: Alessandro Barbaglia (a cui si deve anche il titolo dell’opera), Francesco Brugnetta, Lucia Grosso e Alfonsina Zanatta hanno dato voce a un ipotetico, anonimo narratore incarnato da una voce d’eccezione, quella di Alessandro Haber.

Nelle parole di Bellizzi è emerso chiaramente l’intento di restituire quella che poteva essere l’immaginazione di chi ha pensato e costruito il Sant’Andrea, anche se, ha ammesso il regista, all’inizio ha provato un attimo di “vertigine” a lavorare con tanta bellezza. La stessa vertigine che ha saputo magistralmente restituire al pubblico.

Degna di nota anche la colonna sonora affidata, anche questa, a grandi artisti del nostro territorio: Gian Luigi Carlone (della Banda Osiris) che ha creato sonorità originali e d’effetto e, in chiusura, un canto dalle suggestioni gregoriane affidato alla straordinaria voce di Gabriella Greco.


Simona Matraxia

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