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Politica | 26 aprile 2019, 17:18

«Non ho mai inteso gli incarichi politici come una "gratifica"»

LUIGI BOBBA RISPONDE A FRANCO SMERIERI

LUIGI BOBBA, CANDIDATO ALLE REGIONALI

LUIGI BOBBA, CANDIDATO ALLE REGIONALI

Caro Direttore,

leggo sul suo giornale la lettera di Franco Smerieri nella quale si afferma che, in quanto candidato nel listino del Presidente Chiamparino, mi sarei “seduto in un posto comodo” anziché andare in mezzo al “popolo” a conquistarmi i voti.

Osservo che probabilmente Smerieri è poco informato sulla mia attività politico parlamentare. Fin dall’estate scorsa, ho sostenuto all’interno degli organi del PD del Piemonte la necessità di modificare la legge elettorale, cancellando appunto il listino e riequilibrando la rappresentanza a favore delle province piccole (come la nostra) oggi penalizzate dal sistema di calcolo di attribuzione di seggi in Consiglio regionale. Così non è stato, ma nondimeno tale modifica risulta ancor più necessaria. In secondo luogo, sfugge a Smerieri che, tutte le volte che mi sono candidato ho sempre fatto campagna elettorale “in mezzo al popolo”, sia quando ho dovuto conquistare i voti sulla mia persona (elezioni provinciali 2011, elezioni politiche 2018) sia quando il PD mi ha attribuito una posizione di lista con alta probabilità di elezione. E così avrei fatto per questa campagna elettorale anche se non fossi stato scelto per il listino di Chiamparino.

Non ho mai inteso i diversi incarichi politici che ho ricoperto come una “gratifica”, bensì come l’esercizio responsabile di una funzione di rappresentanza di quel “popolo” che sta molto a cuore a Smerieri.

LUIGI BOBBA

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