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Notizie dall'Italia | 16 aprile 2019, 17:00

Divorzi, cosa potrebbe cambiare nel panorama legislativo italiano

Divorzi, cosa potrebbe cambiare nel panorama legislativo italiano

Un tema che porta inevitabilmente un carico di dubbi, domande e polemiche soprattutto in Italia , dove la questione è sempre particolarmente delicata e dove le leggi al riguardo sono in continua evoluzione. 
Si parla di divorzio, ovvero di scioglimento del matrimonio successivo alla separazione dei coniugi: in sostanza un provvedimento che va a porre fine in modo definitivo ad un’unione di tipo giuridico tra marito e moglie. 
Leggendo i giornali e dando un’occhiata ai siti del settore emerge che l’Italia è considerato, a ragione, il paese dei divorzi: per capire la portata del fenomeno basti pensare che tra il 1991 ed il 2018 i cosiddetti single di ritorno, quindi soggetti tornati soli dopo un divorzio, sono cresciuti del 345%. 
Oggi sono oltre 1,6 milioni i divorziati in Italia (nel 1991 erano poco più di 370mila) con un incremento sostanziale anche di tutto ciò che ruota attorno al settore, si veda la crescita di consulenze e conseguentemente del giro di affari chi opera in qualità di https://www.consulenzalegaleitalia.it/avvocato-divorzistaavvocato esperto in divorzi
Il tutto è anche figlio dei recenti cambiamenti normativi, su tutti la riforma recente legata al Decreto Legge n.132 del 2014 tramite il quale si è andati ad introdurre la negoziazione assistita per arrivare alla separazione consensuale. Una semplificazione che nasce anche dall’esigenza di limitare l’intasamento cui si assisteva nei tribunali italiani per via delle tante cause legali riferite proprio a divorzi. 
E negli ultimi periodi si sta tornando a parlare anche di assegni di mantenimento, con obiettivo finale quello di trovare un compromesso equo sulle cifre post divorzio, altro tema estremamente dibattuto nel nostro paese che vede, spesso e volentieri, un eccessivo accanimento sul coniuge che deve emettere l’assegno. 
Un qualcosa sul quale si è notata anche una certa convergenza da parte di giudici e da avvocati di Milano, unanimi nello stabilire che è necessaria una riduzione della conflittualità per i procedimenti di famiglia. Il tutto invitando le famiglie a raggiungere accordi tramite mediazione civile ed a ricorre al giudice solo come extrema ratio, ovvero quando non vi siano altre soluzioni per accordarsi su temi delicati quali custodia e tutela di un figlio minore ad esempio. 
Un cambiamento di mentalità, prima ancora che normativo, che il nostro paese attende da anni e del quale sembra avere un gran bisogno visto proprio l’elevato numero di divorzi cui si assiste e partendo dai dati relativi alle cause che sono in sospeso nei nostri tribunali.

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