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Salute | 15 aprile 2019, 19:07

Occhiali "che vedono" il cancro del cavo orale

L'INVENZIONE DI UN GIOVANE MEDICO DELL'ASL DI NOVARA

Francesco Di Nardo

Francesco Di Nardo

Un paio di occhiali per diagnosticare precocemente i tumori del cavo orale: sembra fantascienza, ma è realtà. Stiamo parlando di “G.O.C.C.L.E.S” (Glasses for Oral Cancer – Curing Light Exposed – Screening), l’incredibile invenzione di un giovane medico dell’ASL NO, Francesco Di Nardo, 34enne di origine campana, dal 2017 a Novara come Medico di Direzione Medica di Presidio ed Epidemiologo, ha brevettato un paio di occhiali detti che permettono di arrivare a una diagnosi precoce del tumore del cavo orale.

Si tratta secondo gli esperti di una vera e propria rivoluzione in campo scientifico e tecnologico, tanto da meritare il secondo posto dell’Edison Annual Award 2019 a New York.

“Goccles” è un normale occhiale dotato di filtri ottici speciali, capace di evidenziare lesioni precancerose o sospette allo stadio precoce. Per poter essere utilizzato ha bisogno di una fonte luminosa non sofisticata, quali le lampade fotopolimerizzanti già presenti in tutti gli studi dentistici; non è un dispositivo invasivo per il paziente e consente una valutazione dello stato di salute della mucosa orale in soli 60 secondi.

«L’idea – spiega Di Nardo – è nata durante il percorso di studi all’Università Cattolica di Roma, mentre frequentavo l’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo Facciale del Policlinico Gemelli e preparavo la tesi con il dott. Alessandro Moro e il prof. Sandro Pelo. Lavorando sul tema della diagnosi precoce e partendo dal fenomeno dell’autofluorescenza che permette di vedere alcune alterazioni della mucosa orale, ci siamo resi conto che sfruttando la luce della lampada che già si trova negli studi dentistici era possibile individuare le lesioni precancerose ad un costo accessibile utilizzando dei filtri ottici di nostra creazione. Abbiamo sperimentato i “Goccles” sui pazienti del Policlinico Gemelli, con risultati incoraggianti. Successivamente sono state interpellate e coinvolte nella ricerca la Fondazione IRCCS Ca’ Granda dell’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Nuovo Ospedale San Giovanni Battista di Foligno per un’ulteriore sperimentazione».

Il passaggio decisivo è stata la scelta di scommettere sull’idea e a brevettare gli occhiali “Goccles” da parte di una importante azienda farmaceutica, la Pierrel Pharma, che ha investito e realizzato così un prodotto destinato a conquistare il mercato internazionale.

Un bell’esempio di controtendenza ai cosiddetti “cervelli in fuga”, un medico che ha investito nella tecnologia, coniugando competenza e ingegno tutto italiano, decidendo di restare in Italia e di dedicare il suo impegno in un Ospedale del Piemonte.

dal nostro corrispondente a Novara

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