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Politica | 13 aprile 2019, 15:29

Elezioni Europee: sappiamo come si vota?

NUMERI, CIRCOSCRIZIONI, MODALITA' PER ELEGGERE I NOSTRI RAPPRESENTANTI A BRUXELLES

Elezioni Europee: sappiamo come si vota?

Il Parlamento europeo è l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini. Saranno chiamati al voto i cittadini dei 28 Stati membri:  Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito (il suo ritiro chiamato “Brexit” è stato rinviato al 31 ottobre 2019), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.
L’Italia sarà rappresentata dal prossimo Parlamento europeo da 73 membri che resteranno in carica per 5 anni.
Ai fini delle votazioni l'Italia è formata da un unico collegio ripartito in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia), nord-orientale, centrale, meridionale e insulare.
Si voterà domenica 26 maggio. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23.
Potranno votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune che avranno compiuto il 18° anno di età entro il 26 maggio 2019. Sono elettori anche i cittadini degli altri Paesi membri dell’Unione europea che, dopo formale richiesta, abbiano ottenuto l’iscrizione nell’apposita lista elettorale del comune italiano di residenza.

Per votare ogni cittadino elettore andrà al proprio seggio elettorale portando con sé la tessera elettorale (rilasciata dal proprio Comune di residenza) insieme a un valido documento di identità.

Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda (per la circoscrizione nord-occidentale sarà di colore grigio), con la matita copiativa che sarà consegnata al seggio, un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.

Grazie al voto di preferenza ogni elettore ha la possibilità (quindi: non è un obbligo) di scrivere da uno fino a tre nomi presenti in una stessa lista, ma sempre rispettando la rappresentanza di genere. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza.

Il sistema di voto sarà di tipo PROPORZIONALE. La legge - del 1979, poi modificata nel 2009-prevede una soglia di sbarramento del 4% (vale a dire il livello minimo dei voti validi -per una lista- necessari per accedere alla ripartizione dei seggi).

L’auspicio per il futuro assetto dei bilanciamenti politici sarà quello di riesaminare la situazione economico-finanziaria che l’economista Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia e professore alla Columbia University, ha più volte così sintetizzato: «L’1 per cento della popolazione controlla il 90 per cento della ricchezza mondiale. La crisi può essere affrontata soltanto con una reale politica redistributiva».

Pierluigi Lamolea

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