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Economia | 03 aprile 2019, 11:00

La Frandent di Osasco della famiglia Bruno da oltre 40 anni costruisce macchine per lavorare il terreno e per la fienagione (FOTO)

Tutto è partito da papà Maurilio, che gestiva un’officina di riparazione e vendita di attrezzature agricole. Fu lui a brevettare il primo erpice rotante. Il figlio Ezio, ottenuto il diploma da perito meccanico, capisce che su quella geniale invenzione la bottega artigiana può crescere e costruire il suo futuro. Dal 1977 l’azienda, di cui è titolare, offre produzioni affidabili e sicure. Con un occhio di riguardo ai 27 dipendenti: grande risorsa della Frandent

Ezio Bruno, titolare della Frandent, alla recente Fiera della Meccanizzazione Agricola di Savigliano

Ezio Bruno, titolare della Frandent, alla recente Fiera della Meccanizzazione Agricola di Savigliano

“Sicurezza al primo posto. Il lavoro sicuro è la porta per tutti i lavori. Passiamo sempre attraverso questa porta”.

Oggi mi sono preso cura della Frandent. Con i miei colleghi abbiamo fatto un altro passo avanti. Ora posso dedicarmi ai miei affetti e alle mie passioni. Grazie a tutti”. 

La prima scritta compare all’ingresso dello stabilimento e l’ha ideata il titolare Ezio Bruno: 61 anni, perito meccanico. La seconda è collocata all’uscita ed è opera dei dipendenti che, ora, sono ventisette. Insieme sintetizzano la filosofia di vita e quella dell’attività svolta dall’azienda Frandent di Osasco: un piccolo centro vicino a Pinerolo, in provincia di Torino. Produce macchine agricole: in particolare è specializzata negli erpici rotanti per la lavorazione del terreno e negli spandivoltafieno e i ranghinatori rotativi da utilizzare negli impieghi legati alla fienagione.  

Dice il titolare, Ezio Bruno, che abbiamo incontrato alla recente Fiera della Meccanizzazione Agricola di Savigliano“Da sempre, il mio motto è che si deve entrare nella nostra azienda con il sorriso perché sei contento di entrare e devi uscirne soddisfatto perché hai realizzato dei progetti, lavorato bene e rispettato i colleghi. I collaboratori sono la nostra risorsa più importante e noi investiamo molto nella loro crescita professionale, attraverso la formazione, e nel loro benessere come persone, creando un clima positivo nei rapporti umani”. 

Un percorso non così facile da ottenere? “Innanzitutto, abbiamo sempre cercato di offrire sicurezza sul lavoro in quanto è la caratteristica che protegge la salute dei dipendenti e porta la qualità nei risultati. Lo stabilimento è dotato di tutti i crismi della funzionalità e della sostenibilità. A cui si aggiunge una sorta di welfare aziendale con la fornitura degli indumenti da lavoro su misura, tre a testa, che i collaboratori trovano sempre puliti e, quando serve, rammendati, il lunedì mattina. Ogni settore produttivo ha il suo colore e ogni lavoratore una targhetta di riconoscimento. Perché è giusto che si senta protagonista all’interno dell’azienda. Tutto ciò rappresenta un valore aggiunto importante”.  

UNA STORIA CHE PARTE DA PAPA’ MAURILIO

Tutto ha inizio a Cavour, sempre nel TorineseMaurilio, papà di Ezio, gestisce una piccola officina di riparazione e vendita di macchine agricole. E’ lui, con il suo ingegno, a costruire e brevettare un erpice rotante perfezionato. Siamo all’inizio degli Anni Settanta. Intanto Ezio termina il percorso scolastico, ma ha l’intuizione che, su quel nuovo attrezzo, l’allora bottega artigiana può crescere e costruire il suo futuro.

Nel giugno 1977 la famiglia Bruno fonda la Frandent, spostando la sede nella non lontana Osasco. Il nome dell’azienda deriva dall’unione dei due componenti principali dell’erpice: i franditori e i denti. Proprio nel 1977, con Ezio già titolare, la struttura inizia a costruire i primi erpici rotanti utilizzando il brevetto di papà Maurilio. Nel 1982 nasce la nuova serie di erpici rotanti Export. E la produzione di macchine viene ampliata con i primi spandivoltafieno a 2 e 4 rotori.

Nel 1987 gli erpici rotanti, introducendo i denti a lama, vengono trasformati da utensili fissi a utensili flessibili. Il 1992 è l’anno di una prima svolta innovativa per l’azienda, che mette in commercio gli erpici rotanti dotati di cuscinetti conici. Nel 1997 nasce la moderna generazione di macchine per lavorare il fieno. Nel 2002 le macchine Frandent vengono certificate e le loro caratteristiche di qualità e lunga durata sono sempre di più riconosciute dal mercato.

Il 2007 porta un altro cambiamento fondamentale. Grazie a sostanziosi investimenti, si inaugura il nuovo stabilimento dotato di tecnologie e metodi produttivi all’avanguardia. Nel 2011 Frandent presenta le novità degli erpici rotanti serie 03 e degli spandivoltafieno e ranghinatori Super Pro.

Oltre quant’anni di professionalità e di crescita costante e continua consentono allo stabilimento della famiglia Bruno di esportare l’80% delle produzioni in tutta Europa. Un successo straordinario riassunto dalla visione aziendale: “Essere sempre un passo avanti nel dare valore alla terra e ai suoi prodotti”.  

LA PROGETTAZIONE E IL CAMPO PROVA

Bruno“La continua innovazione e la capacità di rispondere alle crescenti esigenze del mercato sono frutto dell’intenso e appassionato lavoro che, ogni giorno, si svolge nell’ufficio ricerche e progetti. Una squadra di specialisti e un’avanzata struttura informatica permettono di elaborare nuove macchine e nuovi particolari e di mettere a punto i miglioramenti funzionali che ottimizzano sempre di più il lavoro agricolo. E il campo prova di 15 mila metri quadrati, vicino allo stabilimento, permette di effettuare, in condizioni estreme, i test dei prototipi sviluppati attraverso la progettazione interna”.  

LA RICERCA DELLA QUALITA’

“La qualità delle macchine prodotte - sottolinea Bruno - con la cura di ogni dettaglio, è fondamentale. Per noi consiste in un processo molto attento di lavorazione e in un confronto continuo con i dipendenti. Da alcuni anni facciamo una riunione mattutina con i responsabili di tutti i reparti, durante la quale vengono evidenziati gli eventuali problemi del giorno prima. Così da capirne la causa e prendere subito le contromisure. Un percorso che, per quella difficoltà, diventa standard e porta a risolverla completamente, e per sempre, prima del controllo finale della macchina”.  

ATTENZIONE AGLI SPRECHI

Bruno“Abbiamo introdotto in azienda un metodo di razionalizzazione del processo produttivo. Si tratta di un sistema basato sull’eliminazione degli sprechi di risorse ed energie che, in concreto, vuol dire una qualità superiore della macchina ottenuta, però, a un costo inferiore. Un vantaggio per i clienti dal punto di vista economico e nell’utilizzo quotidiano delle macchine, caratterizzate da affidabilità e durata maggiore. Con i dipendenti protagonisti. Coinvolgendoli, infatti, si rendono conto che operando in un certo modo, anziché in un altro,  risparmiano tempo e lavorano meglio. Diventa quasi uno stile di vita. Inoltre, produciamo solo quando serve: cioè quando si manifesta la richiesta del cliente”.     

LO STABILIMENTO E L’AMBIENTE

“L’agricoltore - afferma Bruno - vive e opera immerso nella natura, la ama e la rispetta e da essa trae i frutti del suo lavoro. Ma anche chi costruisce macchine per il settore può conciliare l’aspetto economico con la tutela dell’ambiente. Frandent lo fa e si è impegnata fortemente per coniugare l’innovazione tecnologica e lo sfruttamento di energia pulita e rinnovabile”.

Quali sono le caratteristiche del percorso? “Gli uffici tecnici sono illuminati attraverso “camini di luce”. In pratica la luce solare, catturata sul tetto dello stabilimento, viene trasportata per riflessione lungo particolari condutture fino a essere diffusa nei locali di lavoro. In questo modo si ottiene un’illuminazione naturale senza l’utilizzo di energia elettrica. Inoltre, i pannelli fotovoltaici collocati sul tetto producono energia pulita e rinnovabile”.

Ma non solo. “Nell’area produttiva della struttura, dotata di riscaldamento radiante a pavimento, sono garantite condizioni ambientali costanti e confortevoli attraverso la gestione automatica di temperatura, umidità e luce”.

La verniciatura? “L’impianto automatico è un esempio di tecnologia avanzata nel rispetto dell’ambiente: infatti, si utilizzano vernici catalizzate a base di acqua e non le usuali vernici a solvente”.

L’energia utilizzata? “Gran parte è prodotta e gestita da una caldaia a biomassa: vero esempio di sostenibilità ambientale, usando come combustibile il legno sminuzzato”.

In conclusione? “In tempi di grandi cambiamenti nella concorrenza internazionale e di gravi crisi ambientali, puntare su politiche di riduzione degli sprechi e l’utilizzo di fonti rinnovabili rappresenta un primo passo importante per essere competitivi e rispettosi degli spazi in cui viviamo”.  

PROBLEMI E SODDISFAZIONI

Bruno“In Italia, con tutti gli ostacoli che devi affrontare ogni giorno nel lavoro, vai avanti solo grazie alla grande passione per il tuo mestiere. Quando arriva un cliente e ti dice “mi hai dato una macchina veramente buona, la uso da 15 anni e lavora ancora magnificamente”, rappresenta quell’iniezione di fiducia capace di farti superare i tanti problemi. Alle Istituzioni chiedo la cosa più semplice, ma sotto certi aspetti la più difficile: la semplificazione. Certo, poi, si tratta anche di un aspetto culturale. Noi italiani siamo un poco discoli nell’osservare le norme. Per cui, bisognerebbe già insegnare alle nuove generazioni rispetto, disciplina e volontà”.  

PROSPETTIVE FUTURE DELL’AZIENDA

“Crescere ancora - conclude Bruno -. Il nostro programma per gli anni a venire è molto ambizioso, ma abbiamo con noi dei ragazzi che si stanno impegnando molto. Sto cercando di costruire una squadra sempre più coesa e compatta, valorizzandola attraverso parecchia formazione. Perché siamo tutti capaci a giocare nel nostro orticello, mentre farlo uscendone fuori costa fatica. Ma l’innovazione e l’apertura verso il mondo si fa solo uscendo dal proprio orticello”.        

Partendo dalla piccola officina di papà Maurilio, la famiglia Bruno ha costruito, con la Frandent, un’azienda dove competenza, professionalità e voglia di fare bene, con il prezioso sostegno dei dipendenti motivati e creativi, sono il pane quotidiano. Le macchine agricole prodotte costituiscono una sicurezza per chi le acquista. Parlando con Ezio si coglie la sensazione per cui a contare è l’essere e non l’apparire. Cioè non raccontare storie, ma offrire concretezza. Una filosofia che nella società attuale pare quasi dimenticata.     

Sergio Peirone

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