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Spettacoli | 01 aprile 2019, 16:40

Erodiàs: il grido dell'amore folle e del rifiuto

STAGIONE DEGLI ANACOLETI: IN SCENA FEDERICA FRACASSI, IN UN'INTERPRETAZIONE APPREZZATA DA CRITICA E SPETTATORI

Erodiàs: il grido dell'amore folle e del rifiuto

Il palco dell’Officina Teatrale degli Anacoleti si prepara ad accogliere le parole di una donna fuori dal tempo: una figura resa immortale dalla sua femminilità, lussuria e potenza, portatrice di un nome importante ed evocativo: Erodiade.

Giovedì 4 aprile, il teatro di corso De Gregori 28 ospiterà lo spettacolo Erodiàs, una produzione “Teatro i - Milano”, per la regia di Renzo Martinelli, con Federica Fracassi nei panni di una donna dilaniata dall’amore.

In scena, il più violento dei Tre Lai - i tre lamenti di donne scritti da Giovanni Testori poco prima della sua morte.

Erodiàs, dopo Cleopatràs e prima della Mater Strangosciàs, è il secondo lamento, il più crudele e spietato - un purgatorio di immagini e parole in cui la ragione ancora non è giunta, in cui prevale l’istinto, la lussuria e la carnalità che spingono Erodiade ad amare disperatamente quell’uomo, Giovanni Battista, il profeta, le cui parole dettate dalla religione appaiono alla donna incomprensibili e inafferrabili.

Ad essere scelta tra le voci di questo coro al femminile è quindi Eriodiade, colei che non piange la morte dell’amato o la perdita di un figlio – bensì colei che inveisce contro la vittima del suo amore accecato e folle, che rivendica la sua sessualità, la sua lussuria, il suo stesso corpo rifiutato.

Lo spettacolo si apre con un urlo: in scena un quadro che prende vita, Erodiade imprigionata in una dimensione che non le appartiene, eppure l’unica in cui poter sopravvivere - assillata e tormentata dalle parole di Battista, la cui testa staccata dal corpo continua ad emettere suoni, a parlare, a insinuare dubbi, a provocare.

Erodiàs non è più Erodiàs, ormai è Battista, parla la sua lingua incomprensibile, provoca la sua stessa anima, così come fa l’amore quando dalla carne passa alla mente, annebbiandola, seducendola e disorientandola, facendo perdere ogni traccia del proprio essere.

Uno spettacolo in continua trasformazione – all’inizio del suo canto violento, Erodiàs è mezza donna e mezza uomo, mezza umana e mezza bambola, un mostro che tramuta poco a poco in corpo femminile, in figura lussuriosa, blasfema, ironica e finalmente libera.

L'appuntamento è giovedì alle 21, come sempre è opportuno prenotare i biglietti rivolgendosi a 335.5750907 oppure www.anacoleti.org - spettacoli@anacoleti.org - www.facebook.com/anacoleti.teatro

redaz

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