/ Cronaca

Cronaca | 27 marzo 2019, 16:00

Tricerro: condannati sindaco e dirigente dell'ufficio tecnico

TRENTATA CONCUSSIONE: A SENTENZA IL PROCESSO PER UNA LONTANA VICENDA CHE HA COINVOLTO L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E I RESIDENTI DELLE VILLETTE DI STRADA PER RONSECCO

Tricerro: condannati sindaco e dirigente dell'ufficio tecnico

Il sindaco di Tricerro, Ezio Borgogna, e l'architetto Ottorina Spinelli, dirigente dell'Ufficio tecnico, sono stati condannati dal Tribunale di Vercelli a 2 anni e 8 mesi per tentata concussione in concorso al termine di un lungo e complesso processo nato dopo la lontana vicenda delle proteste per la realizzazione del parco acquatico. Borgogna e Spinelli sono invece stati assolti dalle accuse di abuso d'ufficio e falso, così come la segretaria comunale, Daniela Gagliardi. Per Borgogna e Spinelli l'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Francesco Alvino, aveva chiesto una condanna a 3 anni 4 mesi, mentre per la Gagliardi lo stesso pm aveva chiesto l'assoluzione da tutte le accuse.

Nei confronti di Borgogna e Spinelli, inoltre, la Corte presieduta dal giudice Maria Teresa Guaschino (a latere i giudici De Maria e Rey) ha disposto la pena accecssoria dell'interdizione dai pubblici uffici, condannandoli al pagamento della spese processuali e di costituzione di parte civile e al versamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro a favore di ciascuna delle quattro parti civili costituite, demandando la quantificazione del risarcimento danni al giudice civile.

Secondo l'impianto accusatorio, i due imputati avrebbero effettuato indebite pressioni sui residenti delle villette che confinavano con il parco acquatico per ottenere che le famiglie accettassero un sistema di contenimento dell'impatto acustico della struttura fino a quel momento molto contestato (sul confine tra le due proprietà erano stati piantati dei cipressini che avrebbero dovuto fungere da frangirumore ma che, di fatto, erano poi morti quasi subito).

Nell'ambito di questa polemica tra residenti e amministrazione, i due imputati avrebbero fatto credere agli abitanti di Strada per Ronsecco che la Procura della Repubblica aveva aperto un fascicolo per accertare possibili abusi edilizi nelle villette abitate dalle famiglie del Comitato che protestava per il parco acquatico. La diceria era priva di fondamento, mentre gli abusi edilizi c'erano veramente, solo che i residenti non lo sapevano perché erano stati realizzati in fase di costruzione del complesso immobiliare. Una volta portati alla luce, gli abusi avevano spinto il Comune a sospendere l'agibilità delle villette, fino al pagamento delle sanzioni previste (pagamento che venne poi effettuato dai costruttori dell'insediamento residenziale e non dai proprietari delle case).

Una vicenda tortuosa, che, in un centro piccolo come Tricerro, aveva creato fratture insanabili tra le parti. "Solo noi sappiamo quello che abbiamo passato, giorno dopo giorno" ha detto uscendo dall'aula Mauro Lupano, una delle parti civili costituite - insieme agli altri residenti Demaria, Ferraris e Cecchettin, rappresentanti dagli avvocati Maurizio Riverditi e Lucilla Amerio del Foro di Torino.

Hanno già annunciato l'intenzione di presentare appello, invece, i legali di Borgogna e Spinelli, gli avvocati Massimo Mussato e Aldo Casalini: nelle arringhe avevano chiesto alla Corte di assolvere gli imputati quantomeno per il mancato raggiungimento della prova o di riqualificare il reato in tentata induzione indebita e di emettere una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

fr

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore