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Attualità | 27 marzo 2019, 09:16

Diana, che plasma i sogni

LE INFOINTERVISTE - OGNI CREAZIONE HA UN'ANIMA, UN NOME, UNA STORIA - «USO L'ARGILLA POLIMERICA, CHE E' SIMILE ALLA CRETA»

Diana, che plasma i sogni

Abbiamo poco tempo per sprecarlo dietro a cose che non ci interessano, per denaro. Se di Arte non si vive di certo, di arte, non si può sopravvivere, men che meno rantolare. Il tempo è prezioso, l’Arte ancora di più”.

Diana, come sempre, arriva al punto delle questioni senza tanti preamboli - e io avrei dovuto immaginare una risposta simile alla mia domanda circa il lavoro su commissione, in effetti.

Diana (Rigolino) ha ventinove anni e crea sculture usando argilla polimerica. Tante piccole creature dei boschi, a tratti elfiche e magiche. Spesso inquietanti, ma solo quel tanto che basta per renderle immaginarie abitanti di mondi altrettanto immaginari. Ed ecco il Coniglio Squicky II, scrittore e filosofo, figlio di Squicky, invece, umile coniglio di montagna che rifiuta tutto ciò che è cultura preferendo, furbescamente, sottrarre carote agli umani intorno a lui. E c’è anche l’Albero Steve dalla folta chioma riccioluta.

Ogni creazione ha un’anima, un nome e una storia. Ogni scultura ha uno spirito, evocato dalla Strega che plasma forme immaginarie derivanti, forse, da un’infanzia che vorrebbe non svanire mai e da sogni che varrebbe la pena tramandare visto che sono impossibili da vivere realmente. Diana ci insegna a sognare e a plasmare i sogni per poi conservarli sul comodino, sempre vicino a noi. E, ultimamente, l’insegnamento si traduce in video tutorial (che potete trovare sulla sua pagina facebook) così che ognuno di noi abbia la proprietà intellettuale e materiale del proprio sogno.


“In realtà non sapevo di essere creativa. Ho sempre disegnato e dipinto, ma non credevo di poter dare alla luce sculture nate dal mio immaginario”. Ed è così che dai primi esperimenti Diana cresce in manualità, fino ai tutorial, appunto. Ma perché ha scelto proprio l’argilla polimerica? “Perché è di facile gestione casalinga. Si può cuocere in un semplice fornetto ed è molto più economica della creta, pur essendo molto simile nel risultato. E’ sicuramente fragile, ma molto precisa nei dettagli. Anche per quanto riguarda gli attrezzi si può giocare di fantasia. Io uso qualche strumento tecnico come pennelli di gomma e bulini, ma per il resto utilizzo quello che ho in casa (spugnette, spazzolini vecchi, carta stagnola stropicciata) oppure gli strumenti dei dentisti sottili e precisi”.




Trovate Diana e le sue creature su facebook alla pagina “La Capanna della Strega”

Cristiana Folin

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