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Politica | 26 marzo 2019, 02:55

Gli insoddisfatti della Forte e dei politici voteranno Vercelli Democratica

#VERCELLIALVOTO: INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO, GIACOMO FERRARI - GREPPI: «SIAMO NOI IL VOTO UTILE, NON IL PD»

Il professor Giacomo Ferrari (Vercelli Democratica)

Il professor Giacomo Ferrari (Vercelli Democratica)

«Vercelli Democratica con il suo candidato sindaco, Giacomo Ferrari, rappresentano l'unica vera novità di questa campagna elettorale. Sarebbe riduttivo dire che vogliamo solo fermare l'avanzata della destra. Noi puntiamo a richiamare il voto degli insoddisfatti: gli insoddisfatti di questa amministrazione, gli insoddisfatti della politica» dice Norberto Greppi. Accanto a lui c'è il candidato sindaco di Vercelli Democratica: il professor Giacomo Ferrari.

Nato a Pisa («ma da una madre che più livornese non si può», precisa), Ferrari, dopo il Liceo Classico a Livorno e la laurea in Lettere a Pisa, ha sempre gravitato nel mondo universitario.
Da giovane fa parte del Movimento studentesco. E si distingue, perché è contro il 18 politico: «Io e pochi altri - spiega - volevamo risorse affinché ci fossero più ore di insegnamento da chi partiva con basi non avvantaggiate» (riecheggia, insomma, don Milani).
Ricercatore del Cnr, quindi l'insegnamento a Pisa con parentesi a Milano e Parma, infine Vercelli, dove avviene l'escalation: comincia con le supplenze nel 1993, quindi nel 1999 vince la cattedra, è docente di Linguistica. Nel 2004 diventa preside della Facoltà di Lettere e Filosofia.


Professore, complimenti per il coraggio. Dal dopoguerra a oggi, la sinistra non è mai stata così malmessa, si rischia una figuraccia a candidarsi.

Sorride. Poi dice «già si rischia una figuraccia. In realtà si rischia una figuraccia se si persiste nel voler ricreare una sinistra cercando di riorganizzare i partiti. No, noi stiamo proponendo qualcosa di nuovo, di diverso. Oggi pensavo a uno slogan, che è anche qualcosa di molto pratico: ascoltare i cittadini, progettare la città».

Dice ancora Ferrari: «Questa frase, Ascoltare i cittadini, progettare la città, sottintende che non serve demonizzare il populismo che, certo, manipola le esigenze, perché queste esigenze ci sono; bisogna insomma creare dei progetti di città e chiedersi: che città vorrei?».


Sulla crisi della sinistra, il professore, prima di essere intercettato dal gruppo di progressisti (Greppi, Tomasso, Sergio Bagnasco, e Gabriele Bagnasco eccetera...), stava preparando uno studio.

«Il cammino della sinistra italiana ha commesso due errori. L'aver messo insieme laici e cattolici ha avuto come conseguenza l'indebolimento dei laici. L'altro errore è stato quello di non aver riesaminato il tutto, a partire, per esempio, dallo sfruttamento, che oggi, grazie a contrattino e consulenze, rendono superato il capo in piedi col suo bastone; oggi non valgono più certi parametri, perché chi governa il mondo, oggi, non lo vedi».


Professore, il bello e il brutto di Vercelli.Partiamo dal brutto.

«Ci sono troppi gruppi che non collaborano con altri, con dispersione di saperi, e non sto accusando destra o sinistra... Questa è una città con potenzialità, che ancora non ha manifestato una sua vocazione. La grande svolta, dal medioevo a oggi, l'ha data l'agricoltura. Oggi? Oggi a mia avviso si deve puntare sul terziario, sull'artigianato esulle produzione di nicchia, un po' come avveniva in passato».


Vercelli e l'ambiente, che idea ha?

«Che viviamo in una città che ha poca cura dell'ambiente, basta guardare il fiume Sesia, che andrebbe attrezzato, o le piste ciclabili che finiscono nelle rotonde; e per quanto riguarda i rifiuti ho la sensazione che ci sia una disparità di trattamento tra i quartieri».


Professore, come sono i vostri rapporti con il Pd?

«Il Pd fa pressioni per un'alleanza, noi con loro in cambio di un assessorato. Ci hanno messo fretta, quindi hanno paura».


Quando è nata l'idea di una lista civica di sinistra, progressista?

«Da alcuni mesi a questa parte. Diciamo che c'è stata una selezione naturale. Chi si riconosceva nell'esperienza dell'Ulivo, per esempio, si è allontanato. Ma è anche vero che proprio ieri ho sentito alcuni miei studenti, daranno una mano, qualcuno di loro si candiderà. Ma succede anche ci sia gente di destra che mi fermi e mi chieda, gente, insomma che si sta avvicinando a noi... anche perché oggi anche il concetto di destra e di sinistra è da rivedere».


Torniamo alla vostra lista. A cosa puntate?

«Può finire in tre modi. Norberto Greppi sostiene che noi possiamo andare al ballottaggio, perché voteranno per noi tutti gli scontenti. Oppure può finire con la nostra presenza di Consiglio comunale. Se invece non dovessimo entrare in Consiglio sarà importante, poi, continuare il cammino».

Greppi spiega il suo ottimismo.

«Ne sono convinto, andremo al ballottaggio, perché perché siamo l'unica vera novità, perché sappiamo coniugare il sapere con la competenza, che significa capacità amministrativa, che è quello che la gente vuole. Allearsi adesso con il Pd sarebbe dannoso per il centrosinistra perché favorirebbe astensionismo e destra. Il Pd da solo non ha alcuna possibilità di vincere, noi rappresentiamo il voto utile. Maura Forte rischia di non prendere né i voti della sinistra né quelli del centro, che andranno ai SiamoVercelli. La nostra lista civica, insomma, ha il compito di richiamo al voto per gli insoddisfatti. Abbiamo in mente di elaborare un'idea di città, che farà presa e che calamiterà attenzioni».

Remo Bassini

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