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Arte e Cultura | 23 marzo 2019, 10:18

"E' un giorno di orgoglio per tutti noi vercellesi"

APRE LA MOSTRA SULLA MAGNA CHARTA E IL CARDINAL GUALA BICCHIERI: IN ARCA UN ALLESTIMENTO SORPRENDENTE

"E' un giorno di orgoglio per tutti noi vercellesi"

E' il giorno dell'orgogoglio vercellese. Apre, con una cerimonia che prende il via alle 17 all'abbazia di Sant'Andrea la mostra "La Magna Charta, Guala Bicchieri e il suo lascito", che, fino al 9 giugno, permetterà ai vistatori di ammirare la Magna Charta di Hereford, per la prima volta nella storia, esposta in Italia. Un documento ritenuto fondamentale nella storia del diritto e che - come le due versioni del 1215 e del 1216 - recava il sigillo del cardinal Guala Bicchieri, il prelato vercellese al quale si deve la costruzione della basilica di Sant'Andrea.

Una mostra "made in Vercelli" quella che viene ospitata all'Arca e che coinvolge, attraverso iniziative sul territorio, tutte le principali istituzioni culturali della città: i musei Leone, Borgogna, Tesoro del Duomo, l'archivio di Stato, l'Arcidiocesi, l'Università.

L'anteprima di venerdì ha permesso di ammirare l'allestimento innovativo degli spazi espositivi di Arca. Pareti blu (il colore degli smalti di Limonges) e rosse (il colore cardinalizio), luci necessariamente soffuse, teche integrate con l'ambiente a proteggere documenti e oggetti che racchiudono capitoli di storia di Guala Biacchieri, della città e dell'Europa.

Tre le sezioni della mostra: la prima - bellissima da un punto di vista tecnico e contenutistico - è multimediale, e inquadra la vita di Guala e la storia dell’abbazia di Sant'Andrea. Nel passaggio verso il sacello in cui i curatori Saverio Lomartire e Daniele De Luca hanno posto la Magna Charta, si può ammirare il coltello eucaristico di Guala Bicchieri, prestito del Castello Sforzesco di Milano, e il primo dei due ritratti del cardinale che l’Asl di Vercelli ha messo a disposizione e restaurato per l'occasione.

Il cuore della mostra è la Magna Charta, collocata all'interno di una teca che permette al visitatore di ammirarla da vicino, in un'atmosfera raccolta, di grande suggestione.

Poi lo spazio per alcuni preziosi codici duecenteschi conservati nelle biblioteche vercellesi, la sezione con gli smalti di Limonges e lo Scriniun, il celebre e bellissimo cassone da viaggio del cardinale.

Oggi pomeriggio - sabato, dalle 17,30 - l'ingresso alla mostra sarà aperto a tutti (per motivi di fruibilità a gruppi di 25 persone): da domenica aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (biglietto 5 euro).

"Questa mostra rappresenta un motivo di orgoglio per tutti i vercellesi" penso di poter parlare a nome di tutti i vercellesi», ha detto il sindaco, Maura Forte, aprendo gli interventi di tutti coloro che, a vario titolo, hanno partecipato all'organizzazione dell'evento: l’assessorr alla Cultura Daniela Mortara; Daniele De Luca e Fabrizio Tabacchi per l’Arcidiocesi, Chris Pullin, chancellor di Hereford, giunto in Italia con lo chief executive Glyn Morgan. E poi la Nando Lombardi per la Fondazione Crv, e tutto il gruppo di sponsor che sostengono l’iniziativa, tra cui Regione Piemonte, le fondazioni Crv e Cassa di risparmio di Torino, Compagnia di San Paolo, Iren e Aprc Group.

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