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Scuola | 21 marzo 2019, 07:34

"Quando mi dicevano: Un italiano non si chiama Amir":

INCONTRO CON IL RAPPER ROMANO AMIR ISSAA

"Quando mi dicevano: Un italiano non si chiama Amir":

Il 13 marzo al Teatro Civico di Vercelli la mia classe, insieme agli studenti della 1E, 2A, 3A, 3B, 3E, 4B dell’Istituto Professionale Lanino e di altre scuole della città, ha incontrato Amir Issaa, un rapper e scrittore italiano, nato e cresciuto a Roma da mamma di origini ciociare e papà egiziano.
Nel libro che ha presentato, “Vivo per questo”,  Roma ha un ruolo di primo piano e Amir ha raccontato in modo chiaro e diretto il contesto difficile e duro in cui ha vissuto.
“Un italiano non si chiama Amir”, questo era un pensiero diffuso, anche se non tra i suoi amici, negli anni Ottanta e Novanta, quelli della sua infanzia e adolescenza.
Amir Issaa ci ha raccontato, in un clima decisamente informale e leggero, di come lui abbia fatto la gavetta per arrivare dov’è oggi. Ci ha parlato della sua battaglia per lo “ius soli” partita con una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Ci ha parlato soprattutto dei suoi ideali. Quest’uomo, dalla inaspettata saggezza, ci ha insegnato a riflettere, a comprendere che i pregiudizi sono falsità e ci ha incoraggiato a seguire i nostri sogni.
Amir è stato molto disponibile a fare freestyle con alcuni ragazzi e, finito l’incontro, anche ad autografare il suo libro e fare tantissime foto.
Proprio questa sua continua interazione con noi è stata particolarmente apprezzata e ha segnato tutti noi nel migliore dei modi.
Speriamo che le nostre strade si incrocino nuovamente.

Matteo Zangiacomi e la classe 2B dell’Istituto Professionale Lanino

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