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Cronaca | 21 marzo 2019, 20:26

Tempio crematorio: due assoluzioni e una condanna

A SENTENZA IL PROCESSO DI DESANA

Tempio crematorio: due assoluzioni e una condanna

Una condanna e due assoluzioni al processo legato al tempio crematorio di Desana. Gli imprenditori Davide Porta e Pier Mario Carazzo, così come la loro società C&P (che avrebbe dovuto costruire il tempio crematorio) sono stati assolti dal Tribunale di Vercelli perché il fatto loro ascritto non sussiste. L'ex sindaco dai Desana, Renato Graneris, è stato invece condannato a sei mesi per abuso d'ufficio: in giunta aveva votato un documento in cui veniva chiesto alla ditta di inserire tra le opere di compensazione anche l'allargamento di una strada vicinale che, oltre a condurre al cimitero e al tempio crematorio, passava anche accanto a terreni di sua proprietà. Nei confronti dell'ex sindaco di Desana, il Tribunale ha disposto i doppi benefici di legge, quindi la sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario giudiziale.

Il collegio giudicante ha dunque deciso di riqualificare il reato da tentata corruzione ad abuso d'ufficio. Per i tre imputati, in prima istanza, il pubblico ministero Davide Pretti aveva chiesto una condanna a 2 anni e 8 mesi per Graneris e a 1 anno e 6 mesi per Porta e Carazzo e, in via subordianta, la riqualificazione del reato in abuso d'ufficio con la sola condanna di Graneris a un anno e sei mesi.

La vicenda era nata in seguito a un esposto presentato alla Procura dall'allora gruppo di minoranza (nel frattempo passato alla guida del Comune) e ruotava intorno ad alcune opere accessorie richieste dal Comune alla ditta che doveva realizzare il tempio crematorio. Tra queste anche l'allargamento della strada limitrofa al cimitero e ai terreni del sindaco. Soddisfatti per la sentenza i legali dei due imprenditori e dell'azienda – Roberto Scheda, Carla Zucco e Giorgio Legnazzi – mentre i legali di Graneris (Roberto Rossi e Roberto Graneris) attenderanno le letture della motivazione per valutare gli estremi dell'appello.

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