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Cronaca | 21 marzo 2019, 11:18

Abusi sessuali nella comunità per minori: le vittime avevano 11 e 17 anni

ARRESTATO UN SOMALO DIPENDENTE DELLA STRUTTURA. STAVA TENTANDO LA FUGA VERSO LA FRANCIA

Abusi sessuali nella comunità per minori: le vittime avevano 11 e 17 anni

Sfruttava il suo ruolo di dipendente di alcune strutture specializzate nell'assistenza dei minori, per costringere alcune ragazzine ospiti a subire atti sessuali. E, quando ha capito di essere indagato, ha cercato di fuggire in Francia, per far perdere le proprie tracce.

La Polizia Di Stato di Vercelli ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla locale Procura della Repubblica, a carico di un uomo, di origini somale, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di due ragazze minori, di anni 17 e di anni 11.

Gli operatori della Mobile sono riusciti a bloccare il sospetto mentre era già a bordo di un autobus diretto Parigi, con in mano un biglietto di sola andata. L’indagato aveva infatti scoperto solo poche ore prima di essere stato sottoposto ad indagini per violenza sessuale.

L’attività investigativa è nata da una segnalazione notturna disperata ed accorata effettuata dalla ragazzina 17enne che era riuscita a confidare in lacrime le violenze subite al numero di emergenza minori “114”.

La telefonata era stata poi bruscamente interrotta, facendo temere alle operatrici del servizio di tutela il verificarsi di un imminente pericolo. Era stata quindi contattata la Squadra Mobile della Questura di Vercelli che immediatamente si era recata nei pressi della comunità sita nella provincia vercellese e specializzata proprio nella tutela di minori vulnerabili.

Gli operatori della Polizia di Stato hanno immediatamente provveduto a soccorrere la ragazza e ad attivare il protocollo di protezione per le vittime di tali tipo di reati trasferendo lei e la sua sorella gemella (ospite della stessa struttura e testimone dei fatti) in un luogo protetto. Nel contempo sono state acquisite in maniera discreta le prime informazioni per avviare le indagini.

I successivi accertamenti hanno permesso di individuare un’altra vittima di abusi sessuali, di soli undici anni, e di focalizzare l’attenzione sul presunto responsabile, un uomo nato in Somalia nel 1983 al quale era stato concesso lo status di rifugiato politico nel 2008. Quest’ultimo, regolarmente assunto in più strutture specializzate proprio nell’assistenza di minori in difficoltà, approfittando della propria posizione e di particolari occasioni in cui le vittime apparivano ancor più fragili e indifese, aveva costretto le ragazze a subire atti sessuali.

Grazie anche all’aiuto di personale specializzato in psicologia infantile, le minori  in questione sono riuscite a raccontare dettagliatamente quanto successo. Ulteriori indagini sono in corso perché non si esclude la possibilità che le vittime possano essere più numerose.

La struttura in questione, creata per fornire aiuto necessario a persone in gravi difficoltà, si è tramutata in incubo per alcune delle ragazze presenti, già provate da storie di vita spesso complicate. Diverse erano state le richieste d’aiuto che però erano rimaste inascoltate.

Il 15 marzo gli investigatori della Mobile, ipotizzando che l’uomo potesse abbandonare il territorio nazionale per sfuggire alle proprie responsabilità, hanno predisposto un servizio di pedinamento che ha permesso di sorprendere l'indagato a bordo di un pullman diretto da Torino a Parigi, munito di un biglietto di sola andata e con bagagli contenenti tutti i propri effetti personali.

I successivi elementi emersi, tra i quali anche le parziali ammissioni dell’uomo, che aveva deciso di fuggire per timore di essere arrestato, hanno fatto sì che la locale Procura della Repubblica emettesse un decreto di fermo nei suoi confronti. Il provvedimento è stato in seguito convalidato e per l’uomo è scattata la misura cautelare della custodia in carcere.

redaz

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