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Attualità | 21 marzo 2019, 19:11

"Vogliamo vivere, non sopravvivere"

ESASPERATI I LAVORATORI DELL'IFI: NUOVO CORTEO E ALTRA RICHIESTA DI UN INTERVENTO DEL MINISTERO

"Vogliamo vivere, non sopravvivere"

"Vogliamo vivere, non sopravvivere". Sono allo stremo i lavoratori dell'Ifi di Santhià: alcuni si sono licenziati per giusta causa, ottenendo così il Naspi, e inviando all'azienda le ingiunzioni per avere gli arretrati.

Gli altri sono scensi in corteo e, insieme alla Fiom Cgil e al sindaco di Santhià, sono tornati a Vercelli per incontrare nuovamente il prefetto Michele Tortora e fare di nuovo il punto sulla situazione drammatica di un'azienda e di un gruppo di lavoratori "Abbandonati dal Paese", ha detto amareggiato Ivan Terranova, segretario della Fiom Cgil.

Ancora una volta la richiesta è di aprire un tavolo al Mise per poter far ottenere la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori. "Siamo stati abbandonati su una strada", è lo slogan dietro al quale sfilano i lavoratori.

I manifestanti hanno chiesto di non essere dimenticati: "Qualcuno non ha più nemmeno i soldi per fare la spesa" ha detto Terranova. Con loro anche il sindaco Angelo Cappuccio che ha seguito la vertenza fin dall'inizio e attivato lo Sportello sociale. "Ho scritto al Ministero - ha detto -, ma finora non ho avuto alcuna risposta. Non è che mi aspetto di essere ricevuto da Di Maio, ma che un funzionario fissi un appuntamento per trovare un soluzione questo sì che me lo aspetto. Invece nessuno si è ancora fatto vivo".

Ciascun lavoratore ha "rappresentato", anche visivamente i tanti problemi avuti finora con l'azienda ormai "fantasma": la mensilità mancante, il Tfr o i fondi pensione non pagati, le tessere sindacali mai versate, i fondi per le prestazioni sanitarie.

Al Prefetto è stato chiesto un intervento per ottenere una boccata d'ossigeno - magari attraverso un'anticipazione delle banche. E allo Stato viene chiesto di non abbandonare lavoratori e azienda: "Ci sono professionalità di valore ma anche un'oggettiva esigenza di fare manutenzione sulle carrozze dei treni. Oggi, se si rompe una porta, viene chiusa. Se una carrozza si guasta viene fermata, con enorme disagio di tutti. E' una situazione incredibile, che non può andare avanti".

redaz

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