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Arte e Cultura | 20 marzo 2019, 15:14

I disegni di Arborio Mella e il confanetto di Guala Bicchieri

I DEATTAGLI DELLA MOSTRA CHE VIENE OSPITATA DA SABATO NELLA SALA DELLE CINQUECENTINE DEL MUSEO LEONE

I disegni di Arborio Mella e il confanetto di Guala Bicchieri

In occasione della Mostra che porterà la Magna Charta a Vercelli, il Museo Leone, nell’ambito di un percorso diffuso che coinvolge il sistema museale cittadino e l’Archivio di stato, esporrà nella Sala delle Cinquecentine 29 tavole acquerellate raffiguranti l’abbazia di Sant’Andrea opera del conte Carlo Emanuele Arborio Mella e del figlio Edoardo. Esse furono realizzate a partire dal 1822 in occasione dei lavori di restauro dell’abbazia affidati a Carlo Emanuele e sono parte di un patrimonio familiare di disegni e progetti oggi in proprietà della Fondazione Istituto di Belle Arti e Museo Leone. Dalle tavole del Mella emerge la personalità di autori dalla sensibilità artistica ben più avanzata della media delle élites cittadine del periodo. Ma anche all’avanguardia, perché capaci di tenere il passo delle novità portate dalla Rivoluzione e dal periodo napoleonico, che, seppur avevano sfregiato il Sant’Andrea trasformandolo prima in ospedale militare e poi in deposito, avevano impresso alla storia un’accelerazione decisiva. E dai disegni, infatti, traspare una viva sensibilità già romantica, unita a precoci intenzioni di conservazione degli aspetti figurativi originari.
Una delle tavole più belle, sicuramente assieme a quella che raffigura una veduta interna della chiesa abbaziale, è quella che mostra frontalmente l’edificio, così bella e di impatto che è stata utilizzata, affiancata al ritratto che raffigura Guala, come immagine simbolo per la realizzazione della locandina e di tutto il materiale di comunicazione della mostra che si terrà in Arca.
Assieme ai disegni, la mostra, mira inoltre alla valorizzazione di un’opera permanentemente esposta al Museo Leone: il cofanetto con medaglioni smaltati di manifattura limosina parte del tesoro che il cardinale Guala Bicchieri donò all’abate di Sant’Andrea Tommaso Gallo nel 1224 e che Camillo Leone acquistò poi sul mercato antiquario nel 1883. Il prezioso scrigno è l’unico oggetto appartenuto al cardinale ancora presente a Vercelli. Esso annoda la storia di Camillo Leone e del suo Museo prima a quella dell’amico Edoardo Mella, con il quale Leone condivise il comune impegno presso l’Istituto di Belle Arti, poi a quella delle vicende di Sant’Andrea e del maggiore e più famoso scrigno cardinalizio che, proprio durante i restauri dell’abbazia diretti da Carlo Emanuele, fu ritrovato ed in seguito donato al conte in segno di gratitudine per l’opera prestata.
Completano il percorso, anch’esse in esposizione permanente, le sculture provenienti dal pulpito della cattedrale di Sant’Eusebio. Esse furono eseguite nel terzo decennio del Duecento da un’artista aggiornato sulla produzione transalpina, simbolo della cultura internazionale che il cardinale Guala Bicchieri promuoveva in quegli anni attraverso il cantiere di Sant’Andrea. Giunte in museo per diverse vie sono oggi parte integrante delle collezioni medievali del Leone.
Per l’occasione la sezione educativa del Museo Leone ha preparato speciali percorsi didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado.
Per info su costi, orari, visite ed attività didattiche: www.museoleone.it; info@museoleone.it; didattica@museoleone.it
Tel.: 0161.253204 – 348.3272584

Museo Leone, Vercelli, 23 marzo – 9 giugno 2019
Mostra a cura di Luca Brusotto e Riccardo Rossi
Orari: da mar. a ven. 15 – 17.30
           sab e dom. 10 – 12 e 15 – 18

Ingresso 5 euro (con il biglietto di ingresso è possibile visitare tutto il Museo). Ingresso libero con tessera Abbonamento Musei Piemonte

redaz

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