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Attualità | 19 marzo 2019, 09:01

Gioielli unici e occhioni profondi

INFO-INTERVISTE: «LE MIE CREAZIONI? FUORI DAGLI SCHEMI, PUR RESTANDO ACCESSIBILI» DICE MICOL CACCIANOTTI

Micol Caccianotti e le sue creazioni

Micol Caccianotti e le sue creazioni

Con gli occhi vispi non si scherza ed è, ormai, un dato di fatto. Micol Caccianotti ha due occhioni profondi e curiosi che non lasciano spazio a dubbi di sorta.

Ventidue anni, un Liceo Artistico e tre anni di Scuola Orafa Ambrosiana a Milano “Lavoro soprattutto l’argento 925 che poi produco con una stampante 3d, la mia migliore amica”.


Arriva a casa mia nel tardo pomeriggio, accompagnata dalla mamma e con un grande bauletto bianco stretto fra le braccia. Uno scrigno. Al pensiero di cosa possa esserci all’interno si smuovono le ultime tre farfalle rimaste nel mio stomaco. Però sembrano mille. Mi sono imbattuta nei gioielli di Micol qualche tempo fa e mi hanno attirata fin da subito. Decisamente diversi dal solito, anticonvenzionali e coloratissimi pur rimanendo eleganti e raffinati. La linea, non a caso, si chiama “Boho”, diminutivo di Bohèmien. “Sono goielli unici, regolari, ma non troppo. Preziosi, ma non troppo. Fuori dagli schemi pur restando accessibili” mi dice mentre beve un succo di mirtillo in due sorsi. Poi si gira, apre il rubinetto, sciacqua il bicchiere e lo posa nel lavandino. Sono piacevolmente stupefatta. Mi osserva e chiacchiera dei suoi gioielli e non solo. Mi parla di un evento di tatuatori che ha organizzato e si svolgerà ad Aprile. Un walk in benefico pro ricerca “Posso parlartene?” “Sì, ma un’altra volta”. E’ molto pratica. “Uso una resina bicomponente che mi è immediatamente piaciuta. In pochi attimi devi assemblare il gioiello. Se sbagli, butti”. Le piacciono le sfide, quindi.


“Ti faccio vedere qualcosa”. Apre il bauletto e posa sul tavolo il vassoio colmo di anelli luccicanti. Cabochon per lo più, di piccole, medie e grandi dimensioni. La base è, per quasi tutti, tonda, quasi sferica con minuscole perline di oro e strass incastonate nella resina a fare da pavè alle pietre che stanno al centro dell’anello. E che hanno nomi impronunciabili tipo il Crisoprasio e la Prehite. Ma compaiono anche le Tormaline dai tanti colori e le Ametiste o gli Opali Rosa. C’è anche la labradorite che, per chi fosse interessato alla cristalloterapia, aumenta la creatività ed è utile contro raffreddore, stress e reumatismi.

La Collezione entrante si intitola “ Bon Bon” ed è proprio vero che sembrano tutti grandi caramelle gommose da gustare. Sono affiancati da lunghi orecchini di pietroline o di insolite nappine. Da collane in bachelite impreziosite di polvere oro, come se fosse colata per caso durante un’esplosione di luce. I bracciali sono morbide fasce in seta (rigorosamente indiana) e pietre “Acquistiamo molto dall’India, le loro sete rimangono in assoluto le migliori”. Mi mostra un paio di orecchini che mi sembrano reti appena estratte dal fondo del mare in cui sono rimaste impigliate decine di perle irregolari “Questi sono gli orecchini che vorrei per il mio matrimonio” “Bambina, prima di convolare a nozze vorrei dirti due parole…”. Ride, mentre il gatto Paolo salta per la terza volta sul tavolo cercando di aggiudicarsi la lunga collanina luccicante che pende leggermente dal bordo.


E’ divertita mentre posa per la solita foto di rito post intervista e mi racconta che da qualche mese i suoi gioielli sono in vendita in negozi non solo vercellesi, ma anche liguri e lombardi. E mi spiega cosa sono i Grillz. Copridenti in argento molto in voga negli ultimi anni “Li modello direttamente sul calco dei denti. Si mettono per occasioni particolari e poi si tolgono. Non sono permanenti, non rovinano i denti. Sono solo molto…fashion”. Che anche il sorriso abbia la sua parte, dunque.



Trovate le creazioni di Micol su Fb: BOHO gioielli e su Instagram @boho.gioielli


CRISTIANA FOLIN

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