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Politica | 14 marzo 2019, 17:00

Si presenta "Ricostruire la Sinistra"

VENERDI SERA, MARILDE PROVERA PARLERA' DI REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

MARILDE PROVERA

MARILDE PROVERA

Un gruppo di persone riunite intorno al progetto "Ricostruire la Sinistra" (Piergiorgio Comella, Nicola Dessì, Marco Giatti, Enrico Mainenti, Narciso Mior, Giovanni Pasquino, Francesco Ruggiero, Claudia Suman, Paolo Sollier, Maria Grazia Camellini) hanno promosso un incontro nel quale fare una riflessione critica sui più  discussi provvedimenti del governo Lega-5 Stelle.   Venerdì 15 marzo alle ore 21,00 alla Camera del Lavoro di Vercelli in via Stara 2, Marilde Provera (già parlamentare del PRC e dirigente torinese del Sindacato Pensionati della CGIL) illustrerà i progetti "Reddito di Cittadinanza e Quota Cento."Una riflessione con l'obiettivo di informare, di costruire di un giudizio critico e propositivo e di indicare le strade per iniziative politiche tese a modificare le scelte del governo: un reddito di cittadinanza che per la sua limitatezza e i vincoli imposti non va a incidere in modo significativo sulla distribuzione del reddito, né a garantire la liberta scelta del lavoro in contrasto alla ricatto della precarietà. Che incide piuttosto sulla limitazione del disagio sociale connesso alle situazioni di povertà estrema; un progetto che rischia di essere la parodia di una misura che significa l’opposto: una tutela universale di un diritto fondamentale all’esistenza di ogni persona svincolata dal lavoro e dalla nazionalità.  Quota cento invece,  anche per il suo carattere temporaneo e sperimentale, non potrà essere utilizzato, o lo sarà solo in parte limitata, dalla più vasta platea dei lavoratori e delle lavoratrici, in particolare per tutti coloro che hanno avuto carriere discontinue, ad iniziare dalle donne o chi ha operato in settori particolarmente caratterizzati da stagionalità o appalti (come l’agricoltura, l’edilizia o il turismo) o dove è presente un’alta mobilità professionale, come nelle piccole imprese. In generale  esclude, nei settori privati, le aree più svantaggiate del Paese. Una misura pertanto che andrebbe riequilibrata, introducendo sin d’ora alcune modifiche, per renderla più accessibile a questi soggetti.

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