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Politica | 14 marzo 2019, 09:24

Regione: Cirio fermo ai box. Fase di stallo del centrodestra

IL VERTICE ROMANO NON AFFRONTA IL DOSSIER PIEMONTE. BLOCCATE DI CONSEGUENZA MOLTE ALTRE POSIZIONI

Regione: Cirio fermo ai box. Fase di stallo del centrodestra

Il vertice di centrodestra, svoltosi ieri sera a Roma, ha evitato di affrontare il caso Piemonte. Salvini, come si sospettava, vuole prendere tempo e Alberto Cirio, per ora, non ottiene l’atteso via libera. Silvio Berlusconi ha disertato l’incontro con Matteo Salvini e Giorgia Meloni e al suo posto ha inviato Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e numero due di Forza Italia.

Nel summit, riunitosi per valutare le alleanze in vista dell’imminente scadenza elettorale, sarebbe stato eluso il nodo della candidatura a Governatore del Piemonte. Lo riferiscono varie fonti, che spiegano che ci sarebbe stata una “esplicita richiesta” della Lega di discutere della questione in un altro momento.

“Resta dunque ancora fermo ai box Alberto Cirio, eurodeputato di Forza Italia, nonostante – scrivono varie agenzie di stampa - lo schema fissato mesi fa dai tre leader del centrodestra che prevedeva quella candidatura per gli azzurri”. Salvini vuole attendere l'esito delle elezioni in Basilicata (domenica 24 marzo).

Un eventuale exploit del Carroccio, dopo quello dell'Abruzzo e quello un po’ sottotono in Sardegna, potrebbe indurlo a cambiare in corsa gli equilibri decisi a settembre. Anche perché, non va dimenticato, i rapporti tra il Cavaliere e il Capitano sono pessimi da mesi.

L'idea di Salvini, confida chi ha in mano il dossier, è quella di fare il pieno il 24 marzo, ottenere una posizione di forza all'interno della coalizione per ottenere il passo indietro di Cirio e porre un proprio uomo per la corsa alla poltrona del Piemonte.

Il nome che continua a circolare è quello di Paolo Damilano, 49 anni, dal 1997 alla guida della storica omonima Cantina di Barolo, chiamato nel 2015 alla guida del Museo del Cinema, incarico da cui si era dimesso però due anni dopo per polemiche e contrasti col Comune di Torino. Nel 2017 l’assessore regionale Antonella Parigi lo aveva riconfermato alla guida della Film Commission, incarico che gli era stato affidato dalla precedente giunta di centrodestra.

Il “caso Cirio” sta assumendo ogni giorno che passa aspetti surreali.

Da un lato, Riccardo Molinari, segretario piemontese della Lega e capogruppo a Montecitorio, sprona Cirio “a muoversi” ed invita Forza Italia “a decidersi”, dall’altra il suo capo frena.

Ma è pensabile che Berlusconi possa prendere in considerazione l’ipotesi di un cambio di cavallo in corsa, visto che gli accordi prevedevano il candidato presidente per Forza Italia?

E mentre gli azzurri invocano il “pacta sunt servanda”, tutto resta congelato aspettando la Basilicata.

Salvini conta di fare il pieno, il Cavaliere confida in una significativa rimonta.

Ognuno spera che le urne gli diano ragione e nessuno sembra curarsi del fatto che manca poco più di un mese alla scadenza dei termini.

Cirio deve ancora attendere. E con lui i sindaci di quei centri del Piemonte in cui tra Lega e Forza Italia non è stata raggiunta un’intesa condivisa.

dal nostro corrispondente a Torino

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