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Arte e Cultura | 11 marzo 2019, 03:14

Vercelli è il centro del mio mondo

INTERVISTA A MASSIMO PERUCCA CHE DA ANNI NON VIVE PIU' QUI - IL 23 PRESENTERA' IL SUO LIBRO D'ESORDIO IN NARRATIVA, "SCEMO CHI LEGGE"

Massimo Perucca

Massimo Perucca

Sabato 23 marzo, alle 18, da Taverna e Tarnuzzer, il vercellese Massimo Perucca (che da un po' d'anni non vive più a Vercelli) presenta il suo libro d'esordio nella narrativa dal titolo “Scemo chi legge”, per i tipi della casa editrice La Freccia d'oro, di Cento. Il titolo è volutamente strampalato, ci spiego Massimo Perucca in questa intervista.

Lo abbiamo intervistato per tanti motivi. Perché ci dica del libro e anche di lui: Massimo è una bella persona perché sorride alla vita e perché – lo sanno bene i tanti vercellesi che lo conoscono - ha tanta umanità dentro, un'umanità che lui ha riversato anche sulle pagine di “Scemo che legge”,

Massimo, da tempo aveva fatto perdere le sue tracce. Massimo, dove ti sei nascosto?

Ho abbandonato Vercelli nell'ormai lontano 2010 per motivi di lavoro. Purtroppo La situazione occupazionale vercellese è andata peggiorando nel tempo. La mia situazione è cambiata il giorno in cui divenni padre: visto che mia moglie lavorava nel torinese decidemmo di trasferirci dove attualmente viviamo, nelle Valli di Lanzo. Sempre con un occhio attento ai vari amici vercellesi e alla mia famiglia di origine ovviamente. Se sono riuscito negli anni a mantenere buoni rapporti con molte delle persone che frequentavo in gioventù lo devo soprattutto ai social che hanno fatto si che il mondo sia diventato un pochino più piccolo .

Senti,da Taveerna e Tarnuzzer presenterai un tuo libro, “Scemo chi legge”. Ce ne vuoi parlare?

“Scemo chi legge” vuole essere innanzitutto una sorta di sfida nei confronti del lettore, non è infatti un titolo che invita alla lettura, anzi, ma è proprio per questo motivo ho deciso di adottarlo: il lettore comprenderà dopo poche pagine che la storia, tra il serio e il faceto, condurrà da tutt'altra parte .

In un mondo di super eroi/eroine, io propongo un protagonista che di eroico ha davvero poco. Un uomo di mezza età, pancetta incipiente, impiegato statale tutto casa e famiglia. Un uomo molto legato alla famiglia che si trova ad affrontare delle situazioni più grandi di lui ed è consapevole dei suoi limiti e delle sue paure. Io credo che molti di noi si potrebbero identificare in un personaggio simile , ecco perché l' idea di un soggetto che esce dai canoni in cui la tv o il cinema ci hanno abituati .


Si scrive per mille motivi: tu perché scrivi?

Scrivo perché scrivere mi fa stare bene, mi gratifica spiritualmente e mi porta in mondi che ovviamente non potrei mai frequentare nella realtà. Certo sono un "novizio" e tante ma tante pagnotte devo ancora mangiare in questo senso ma... se il pubblico vorrà , io sarò felice di ripetere più e più volte questa esperienza .


Chi sono i tuoi autori preferiti?

Su tutti il mio autore preferito è Giorgio Faletti, un uomo che ebbi modo molti anni ora sono di conoscere di persona .Mi colpì molto a suo tempo la sua metamorfosi: da comico affermato e di gran successo a scrittore con un successo anche maggiore e con un grande numero di proseliti. Rileggo ogni tanto i suoi libri che posseggo tutti dal primo all'ultimo. Ecco Faletti è il mio esempio che cerco non dico di imitare (Lui è lui , io sono tutta altra storia) ma perlomeno tento di cogliere e di mettere nero su bianco certe situazioni a volte molto delicate, a volte scabrose, ma sempre con un pizzico di elegante ironia.


Scriverai ancora?

Ho in lavorazione un nuovo lavoro. Dove mi porterà non lo so, so solo che mi sto divertendo moltissimo. Sara' un thriller? Può darsi, di certo sarà a modo mio, un poco scanzonato , con momenti di riflessione misti a momenti di sano umorismo .


Vercelli cosa rappresenta per te?

Vercelli... Vercelli per me è il centro del mondo, è la città in cui sono nato, è la città che più amo nonostante i problemi che la affliggono.Vercelli è stata la mia gioventù, Vercelli è stata... le infinite passeggiate nella nebbia più totale, Vercelli è il ricordo dei primi innocenti amori, delle "compagnie" sulle panchine dove tutti ci trovavamo per ridere e stare insieme. A Vercelli torno sempre volentieri, torno spesso, magari per poche ore, lo faccio anche per continuare a essere ciò che sono, un vercellese .


 

rb

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