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Economia | 09 marzo 2019, 01:05

15 marzo: sciopero generale dei lavoratori della costruzioni

MANCANO INVESTIMENTI, MANCA UNA POLITICA INDUSTRIALE PER CREARE POSTI DI LAVORO; E LA CRISI VA AVANTI DA ANNI, SCRIVONO CGIL, CISL E UIL

15 marzo: sciopero generale dei lavoratori della costruzioni

Il prossimo 15 Marzo si è svolgerà a Roma la manifestazione nazionale nell'ambito dello sciopero generale dei lavoratori delle costruzioni proclamato da Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL per chiedere LAVORO CANTIERI RIPRESA FUTURO ed un Tavolo per una strategia di rilancio del settore.

Il Paese, dopo primi timidi segnali di ripresa rischia di tornare in una fase di recessione. Mancanza di investimenti, mancanza di una politica industriale per la creazione di lavoro, schizofrenia rispetto ai programmi pluriennali per le infrastrutture, assenza di interventi per la messa in sicurezza del territorio ( dissesto idrogeologico ) e degli edifici pubblici e privati ( rigenerazione, antisismico ), interventi fiscali volti a premiare l'evasione e a mettere in discussione la pregressività, si sommano ad una manovra finanziaria che punta più ai meri interventi assistenzialistici che non al rilancio dell'occupazione.

OPERE e INVESTIMENTI, QUALITA' DEL LAVORO E DELLE IMPRESE, CASA e INCENTIVI sono le parole d'ordine di Fillea, Filca e Feneal.

I lavoratori chiedono l'immediata istituzione di un tavolo per una strategia di rilancio e di riqualificazione del settore all'interno di un progetto di manutenzione, prevenzione e rigenerazione, con il ruolo attivo del Governo, delle grandi imprese, delle grandi stazioni appaltanti pubbliche, dei soggetti finanziari e dei lavoratori del settore.

Tra le richieste sostenute con forza c'è quella di avviare un nuovo piano di investimenti funzionale al territorio, completare le opere avviate spendendo “ presto e bene” le risorse già stanziate ( per il Piemonte Tav e Terzo Valico ) , istituire un Fondo nazionale di garanzia creditizia alimentato anche da Cassa Deposititi e Prestiti, accellerare l'avvio dei cantieri senza ridurre le tutele dei lavoratori e delle imprese più serie per rilanciare le grandi aziende del nostro Paese e quindi anche tutto l'indotto delle imprese piccole, medie e artigiane.

Non è più possibile perdere tempo per un settore che ha visto in una crisi che dura da anni, e oltre 600 mila lavoratori perdere il posto dunque servono investimenti, serve mettere al centro il lavoro di qualità, sicuro e ben pagato, sburocratizzato dove serve e tutelando ciò che funziona anche del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del Contratto Collettivo edile e dalla congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare.

La grande manifestazione del 15 marzo è preceduta in questi giorni da centinaia di assemblee nei posti di lavoro, presidi e incontri con le istituzioni per la condivisione delle ragioni delle mobilitazione ed infatti a Roma oltre alla migliaia di lavoratori molte sono attese le istituzioni nazionali e locali che porteranno la vicinanza ai lavoratori del settore ed il sostegno alla mobilitazione.


DAVIDE TROMBINO (UIL), CARLO RIVELLINO (CILS), FILIPPO RUBULOTTA (CGIL)

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