/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | 08 marzo 2019, 00:42

«A volte, può bastare una frase»

INFO-INTERVISTE: LE CREAZIONI IN CARTA PLASTIFICATA DI PAOLA PASQUINO

Paola Casalino e le sue creazioni

Paola Casalino e le sue creazioni

“E’ cominciato tutto per caso. Mi annoiavo, era un periodo in cui mi trovavo spesso a passare del tempo da sola. Un bel giorno a Torino vedo, in una vetrina, due orecchini di carta a forma di gru e…” Ed è così. Il racconto è lungo e articolato, veloce. Prendere appunti è difficile, entrano persone e si fermano a chiacchierare. Osservo e ascolto.


Paola Pasquino ha quarantaquattro anni e una laurea in legge che non ha mai usato. Da quel giorno a Torino è successo di tutto e non si è mai fermata, non ha mai smesso di creare “Guarda, non mi sono mai imposta dei paletti. La creatività scorre libera. Deve scorrere libera”.
Da quegli orecchini nasce un primo orecchino self-made, sempre in carta. Sempre gru. “Sono appassionatissima di origami. Li amo fin da bambina e li faccio fin da allora. Figurati quando ho visto quegli orecchini. Ne ho riprodotto uno con uno stile che fosse mio. Ma, a ben vedere, allora non ho pensato molto allo stile. Non ci penso nemmeno ora. Viene da sé. Altrimenti è finita”.


Non si ferma alla gru, ma si appende all’orecchio anche una frase. “Amo l’odore dei tigli”. E la plastifica. “O almeno credo di averla plastificata. Ci credi che la storia della plastificazione non me la ricordo proprio? Ad un certo punto ho iniziato a plastificare le creazioni, ma non mi ricordo quale processo mentale io abbia seguito o quando è avvenuto. A me interessava l’odore dei tigli”. Ha la fissa delle frasi da portarsi addosso. Concetti semplici, ma per nulla didascalici. Trasferisce la fissazione in creazioni. Le chiedono di partecipare al mercatino di Brick Lane, a Londra. Coglie le parole di un paio di visitatori italiani: “Questo non ci è mai venuto in mente. E’ geniale, dovremmo farlo anche noi”. Chi fossero non ve lo posso dire, ma Paola fa caro l’ascolto e si lancia a produrre. “Non è difficile per me creare, vedo e traggo ispirazione da tutto e da tutti. Ascolto, soprattutto. Da una frase pronunciata da un cliente posso tirare fuori una collezione intera”.


Ma cosa crea Paola? Orecchini, ciondoli e non solo. Tutto in carta, plastificata. L’oggetto in sé può apparire di una semplicità disarmante, ma è il significato di cui è carico che sorprende. “Detesto le frasi didascaliche. La scontatezza. Se vuoi regalare un ciondolo alla fidanzata per dirle quanto è bella non ti scriverò mai BELLA. Ne ho fatti una serie con scritto: mai stata bruco.”

Portarsi addosso le frasi, le parole, i sentimenti elementari espressi in maniera inusuale, ma ugualmente profonda. Ma quando si ha a che fare con delle richieste precise da parte dei committenti, come si procede?
“Certo quando hai a che fare con la committenza le idee patiscono un po’, ma non più di tanto. Cerco di conciliare la mia creatività con la loro richiesta. In genere il connubio è vincente, soprattutto se parliamo di sposi, inviti, tableau de mariage. Basta interpretare e osservare. Nascono cose bellissime, magnifici ricordi. Per il resto ogni cosa che vedo è ispirazione. C’è stato il filone delle farfalle e degli insetti, quello del circo anni venti e quello dei cristalli dei lampadari. Anzi, se senti qualcuno che ha vecchi lampadari a goccia dimmelo, sono un po’ a corto di cristalli”.


Trovate Paola e Cose di P. nella sua bottega di Via Morosone 9 a Vercelli. Ma anche su fb: Cose di P.

Cristiana Folin

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore