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Economia | 07 marzo 2019, 08:54

Ricerca e laboratorio: l’eccellenza della facoltà di Ingegneria dell’Università Niccolò Cusano

Ricerca e laboratorio: l’eccellenza della facoltà di Ingegneria dell’Università Niccolò Cusano

“Piergiorgio era un ricercatore. Margherita era una ricercatrice. La prima e principale passione della loro vita era quello. Si poteva avere anche una famiglia, per carità; ne veniva fuori una specie di bigamia socialmente accettabile, con due amori da poter frequentare entrambi alla luce del sole – ma sia chiaro, in questo caso di solito è il coniuge ad essere l'amante. È alla moglie del fisico che toccano vacanze in alberghi convenzionati di raro squallore nel centro di Lione, una settimana a rompersi i coglioni mentre il marito discute di leptoni pensando alla tua amica Marilena che ha sposato un chirurgo e si fa i congressi in Sardegna a fine luglio. Ed è il marito della biologa a dover preparare il pranzo a due bambini il sabato mattina, dopo averli portati in piscina, mentre la moglie è in laboratorio a misurare la crescita delle sue amate celluline che è una cosa che va fatta tutti i giorni e non è che puoi dire alle forme di vita ragazzi un attimo di pausa per il weekend, mamma torna lunedì vi vuole vedere in forma. Quando sei un ricercatore vero, uno che non ha orari, che vive con la testa tra le nuvole e che se non parli di equazioni differenziali nove volte su dieci non ti ascolta nemmeno, trovare persone che abbiano così tanta pazienza da essere tua moglie è quasi impossibile, figuriamoci se dovesse essere tuo marito”.



In questa frase dello scrittore (e ricercatore scientifico) padre della famosa saga di Romanzi del BarLume risiede il senso del fare ricerca oggi. In Italia e non. Fare ricerca per alcuni, per chi ci è portato, almeno, significa devozione e sacrificio. Lavoro e passione. Oggi fare ricerca è esattamente quanto ha descritto Malvaldi nel breve testo in esergo. 

Fare ricerca e farla in ambito universitario è una delle attività più importanti (anche se spesso meno considerate) che possano esserci. Tutte le più grandi innovazioni – fateci caso – siano queste tecnologiche o di natura umanistica escono dalle università. Sentiamo spesso parlare di ricercatori italiani che raggiungono il successo all’estero e sempre meno di realtà italiane… in Italia.

È per questo motivo che vale la pena spendere qualche parola di riguardo per l’Università Niccolò Cusano e in particolare per il pezzo più pregiato: la facoltà di ingegneria e dai suoi laboratori di ricerca.
Qui gli studenti possono utilizzare i laboratori per attività didattiche o per le loro tesi sperimentali e anche gli studenti fisicamente lontani, possono usufruire delle attrezzature presenti nei laboratori e, con la supervisione del docente sempre presente in loco, seguire lo svolgimento dei vari esperimenti e test e poi successivamente scaricare dalla piattaforma tutti i dati di output della macchina per elaborarli in modo autonomo e sviluppare proficuamente la propria ricerca.

In linea con questo obiettivo, i laboratori sono dotati di attrezzature strategiche per le attività di ricerca di base e applicata. E non solo: la facoltà di Ingegneria si è piazzata al sesto posto nella classifica sulla qualità della ricerca stilata dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e la ricerca.  Un risultato molto importante soprattutto se si considera che – dichiara all’agenzia di stampa Dire, il professore Gino Bella, coordinatore della facoltà di Ingegneria - è previsto da parte dell’ateneo un piano di investimenti estremamente interessante che ci permetterà di raggiungere risultati ancora migliori.

All’interno di questo laboratorio sono stati già raggiunti importanti progetti di ricerca italiani e sono in corso importanti progetti di ricerca europei; abbiamo già attivato- ha concluso- tutta quella parte di consulenza verso il mondo esterno che contraddistingue le facoltà di Ingegneria.

Ricerca significa non arrivare alle risposte ma comprendere durante un viaggio (la cui durata è indefinita) come funziona il mondo e cosa possiamo imparare ancora. E in questo la Unicusano può dire la sua tra i grandi player mondiali.

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