/ Politica

Politica | 06 marzo 2019, 14:59

«Inchiesta sulle giostre, Borgo d'Ale è parte lesa: i corrotti sono altrove»

IL SINDACO PIER MAURO ANDORNO REPLICA AL COMUNICATO STAMPA DEI GIOSTRAI. INTANTO EMERGONO NUOVI FILONI D'INCHIESTA

Il sindaco Pier Mauro Andorno

Il sindaco Pier Mauro Andorno

«Borgo d'Ale non è un Comune corrotto. Le indagini in corso hanno evidenziato che un funzionario in servizio a Borgo d'Ale ha commesso dei reati e io, in qualità di sindaco, sono stato il primo a rivolgermi alle forze dell'ordine nel momento in cui ho avuto sentore che ci fossero situazioni poco limpide». Pier Mauro Andorno, primo cittadino del centro vercellese finito al centro delle cronache per l'inchiesta relativa alle irregolarità sul rilascio dei codici identificativi per il funzionamento delle giostre, replica alla nota dell'associazione italiana giostrai.

Usa toni pagati ma il concetto è molto chiaro. «Il Comune è parte lesa in questa vicenda e farà tutto quanto è in suo potere per tutelare la propria immagine e ottenere un risarcimento dei molti danni patiti». Danni che non riguardano solo l'immagine. «Gli uffici comunali sono presi d'assalto dalle richieste di annullamento in autotutela delle autorizzazioni, con un enorme aggravio di lavoro – spiega -. Oltre tutto questo provvedimento può essere adottato solo per i codici rilasciati entro un arco di 18 mesi». Il Comune ha già avuto una spesa di circa 30mila euro («Denaro che avremmo potuto utilizzare per fornire servizi ai cittadini», precisa Andorno), oltre al fatto che, da mesi, il funzionario della Polizia locale finito al centro dell'inchiesta era in malattia. E, in un Comune di piccole dimensioni, tutti i dipendenti sono fondamentali per il funzionamento della macchina pubblica.

«C'è grande amarezza per tutta questa vicenda – confessa il sindaco -: da 15 mesi vivo praticamente in ufficio, prima perché volevo cercare di venire a capo di questa situazione e poi, dopo che l'inchiesta era iniziata, per tutelare il Comune da ogni possibile rischio. La cultura della legalità, per me viene prima di tutto e non accetto che qualcuno possa definire corrotto il mio Comune».

Nei confronti di Mauro Ferraris, il vigile finito in arresto mercoledì scorso, il Comune ha già avviato un procedimento disciplinare, sospendendolo dall'incarico, e, da diversi mesi, con un ordine di servizio il sindaco lo aveva sollevato dall'incarico attraverso il quale emetteva i codici autorizzativi delle giostre.

«A seguito di quanto le forze dell'ordine hanno appreso tramite le intercettazioni ambientali – aggiunge Andorno – sono anche state avviate indagini interne per verificare le altre ipotesi di reato contestate al dipendente». Tra queste anche l'ipotesi che Ferraris abbia utilizzato denaro della cassa comunale della quale aveva le chiavi. «Borgo d'Ale è parte lesa in tutta questa vicenda – conclude il sindaco – e quando sarà il momento non esiteremo a costituirci parte civile nei confronti di tutte le persone che, attraverso questa storia, hanno causato un danno al paese».

fr

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore