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Cronaca | 24 febbraio 2019, 16:54

Omicidio, c'è l'identikit dell'assassino

PRIMA IPOTESI SULLA MORTE DI STEFANO LEO

Omicidio, c'è l'identikit dell'assassino

C'è l'identikit dell'assassino che ieri mattina ha ucciso il 34enne Stefano Leo con una coltellata alla gola. I carabinieri stanno cercando un giovane con i capelli rasta e un giubbotto bianco con una scritta rossa sul davanti, pizzicato dalle telecamere di piazza Vittorio mentre fuggiva dal luogo del delitto.

Secondo la ricostruzione degli stessi militari, Leo, la vittima, che era originario di Varallo Sesia ma risiedeva a Biella, è stato aggredito intorno alle 11 del mattino quando, percorrendo come ogni mattina il tragitto tra Lungo Po Cadorna e l’inizio del viale pedonale di Lungo Po Machiavelli, dove viveva da pochi mesi, si stava recando verso piazza Vittorio e successivamente in via Roma per raggiungere il posto di lavoro.

Lì il suo aggressore lo avrebbe colpito con un grosso coltello, da una posizione frontale. Il 34enne è poi riuscito a risalire le scale dei Murazzi e, barcollando, ha percorso una sessantina di metri fino ad arrivare in corso San Maurizio angolo via Napione, dove è stato visto da un testimone - un ragazzo residente in zona che stava portando in giro il suo cane - avanzare verso un'auto in cerca di aiuto. Lì si è accasciato a terra ed è morto.

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale sono iniziate fin da ieri mattina. Fondamentali sono stati i racconti dei testimoni, il ragazzo con il cane e l'automobilista che ha chiamato il 118, ma anche le telecamere fisse di piazza Vittorio Veneto, che avrebbero inquadrato in lontananza un uomo allontanarsi di corsa. Proprio quello con i capelli rasta e il giubbotto con scritta rossa che adesso è ricercato.

Ancora non si sa nulla sul movente, ma i carabinieri sembrano escludere possa essersi trattato di una rapina, visto che la vittima è rimasta in possesso sia del portafoglio che del cellulare. Più plausibile, al momento, l'ipotesi dell'aggressione da parte di un ubriaco.

dal nostro corrispondente a Torino

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