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Cronaca | 16 febbraio 2019, 10:23

"Ti faccio saltare i denti": padre condannato per maltrattamenti

L'UOMO E' IN CARCERE DALLA SCORSA ESTATE. NEI GUAI ERA FINITA ANCHE LA MADRE DELLE BAMBINE

"Ti faccio saltare i denti": padre condannato per maltrattamenti

A raccontare uno spaccato pesante di vita familiare sono state intercettazioni ambientali e testimonianze emerse nel corso del processo. Nei giorni scorsi il Tribunale di Vercelli ha condannato un 40enne, in carcere dalla scorsa estate, a quattro anni (a fronte dei cinque chiesti dal pubblico ministero) per la pesante accusa di maltrattamenti nei confronti delle sue bambine. 

Maltrattamenti per lo più verbali, con l'utilizzo di espressioni minacciose e violente e di punizioni spropositate nei confronti delle bambine. Ma anche percosse e atteggiamenti che, secondo quanto contestato dalla Procura, avrebbero segnato in modo pesante la vita delle minori. Comportamenti, quelli che erano stati segnalati la scorsa primavera e che hanno dato il via all'indagine condotta dalla Squadra Mobile, per i quali anche la mamma delle piccole era finita a processo con rito abbreviato, rimediando una condanna a un anno e 8 mesi (con sospensione condizionale della pena). 

Le due bimbe, ascoltate dal giudice nel corso di un'audizione protetta, su disposizione del Tribunale dei Minori sono state tolte alla famiglia di origine e ora vivono lontano da Vercelli, seguite da un tutore legale e rappresentante al processo dall'avvocato di parte civile Francesca Orrù.

Nel corso della requisitoria il pubblico minsitero Davide Pretti ha ricostruito il clima a dir poco pesante che si viveva nell'alloggio abitato dalla famiglia dove erano abitutali espressioni come “Ti faccio saltare i denti” o “Ti spacco la faccia” rivolte alle bambine da parte di un adulto che avrebbe dovuto svolgere in modo diverso il proprio ruolo genitoriale.

L'imputato, seguito dai legali Michela Coppo e Angela Manerba, si era difeso raccontando, anche in aula, di un momento particolarmente difficile della sua vita, attribuendo a stress e a problemi lavorativi e personali molti dei suoi atteggiamenti ma respingendo le accuse di maltrattamenti e percosse.

Oltre alla sentenza di condanna, il giudice Valeria Rey ha anche confermato la misura cautelare degli arresti in carcere. Una sentenza rispetto alla quale i legali della difesa hanno già annunciato l'intenzione di presentare appello.

redazt

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