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Cronaca | 09 febbraio 2019, 09:52

Ricettazione di scarpe: finanziere vercellese assolto da ogni accusa

LA CORTE D'APPELLO RIBALTA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO. INTANTO ANCHE LA ZIA DELL'UOMO E' STATA RICONOSCIUTA INNOCENTE

Ricettazione di scarpe: finanziere vercellese assolto da ogni accusa

Assolto perché il fatto non sussiste. Ribaltando completamente la sentenza di primo grado, la Corte d'Appello di Torino ha assolto finanziere Stefano Bettini dalle accuse di ricettazione e divulgazione di segreto d'ufficio per le quali il Tribunale di Vercelli lo aveva condannato a 3 anni e 2 mesi.

Nel 2016 il finanziere era finito agli arresti insieme ad altri tre parenti nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vercelli e relativa alla vendita di una partita di scarpe sportive che, secondo l'impianto accusatorio, sarebbero state provento di furto.

Nei giorni scorsi, dopo oltre un'ora di camera di consiglio, la Corte d'Appello ha  ribaltato la sentenza, assolvendo con formula ampia Bettini, che si era sempre dichiarato estraneo alle accuse contestate. 

"La Corte ha riconosciuto la correttezza delle nostre argomentazioni - spiega l'avvocato Davide Scarpa che ha difeso il finanziere con il collega Pierpaolo Chiorazzo -: la ricettazione ha come presupposto il furto, ma noi, attraverso messaggi e foto scambiate via WhatsApp tra altre persone che erano state chiamate in causa a vario titolo in questa indagine, abbiamo potuto dimostrare che la proprietaria dello stock di calzature sapeva dove queste fossero finite".

Per Bettini che, nel frattempo era stato traferito a Taormina, si prepara ora un completo reintegro. "Per il nostro assistito - aggiunge Scarpa - è la fine di un periodo buio e molto difficile, arrivato, tra l'altro, a pochi anni dalla pensione. Ovviamente siamo molto soddisfatti per questa sentenza che ha portato all'assoluzione anche dall'altra accusa contestata, la divulgazione di segreto d'ufficio". 

Intanto, la scorsa settimana, il Tribunale di Vercelli ha assolto dall'accusa di ricettazione anche la zia del finanziere, Caterina Bettini (difesa dall'avvocato Cesare Fiorenzi), pure lei coinvolta nel 2016 nell'indagine. Anche nel suo caso, l'assoluzione è arrivata con formula ampia "perché il fatto non sussiste".

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