/ Attualità

Attualità | 29 gennaio 2019, 09:38

L'arte di colorar la seta

LE INFO-INTERVISTE: 10 DOMANDE A LICIA DI PILLO

Licia Di Pillo

Licia Di Pillo

La storia di Licia di Pillo - che preferisce definirsi un'artigiana della seta – è una storia di colori.

«Li amo tutti, i colori sono dovunque, nelle cose, nella nostra voce, insomma i colori sono la vita».

E sono anche la storia: tant'è che per gli 800 anni che ricorrono quest'anno dalla posa della prima pietra della Basilica di Sant'Andrea, Licia di Pillo sta realizzando un disegno su seta del rosone.

«Amo giocare con i colori, fin da bambina. Mi entusiasmo a dipingere sciarpe, foulard e cravatte di seta cercando combinazioni di colori sempre nuove e fantasiose. A modo mio, vorrei omaggiare il Sant’Andrea con un disegno dai contorni semplici, quasi un rosone/ merletto, utilizzando tutte le sfumature possibili, nella speranza che ogni persona possa ritrovarsi nel proprio colore. Conto di esporre i miei lavori in primavera al NaturalVercelli di Piazza Cavour, ma sarei tanto felice se qualche negoziante volesse esporre i miei omaggi nelle proprie vetrine; chi fosse interessato può contattarmi alla mail liciadipillo@gmail.com. Per vedere qualcuna delle mie opere c'è il mio sito web è: www.liciadipillo.it Io però sostengo che vedere, toccare, sentire dal vivo sia un’esperienza più completa che non fermarsi alle immagini. Recentemente ho esposto le mie opere in varie città e ho avuto contatti per poter esporre in negozi, anche a Milano. Non è facile, ma sto cercando di fare rete con i negozi. Sarebbe bello essere contenti di avere un prodotto unico, non ripetibile, oggigiorno in cui viene tutto fatto in serie».

Licia vive e lavora a Vercelli da anni. E a Vercelli è un volto noto, per la seta ma anche per i reading. Ma sei nata in Svizzera, a Lugano. Ti senti un po' svizzera? E Lugano?

«Al liceo “Lagrangia” il mio professore di italiano e latino mi chiamava “La Svizzerina”, ma io mi sono sempre sentita “solo” italiana. Certo è che mio padre vive tuttora a Lugano e quando vado a trovarlo sento che una parte delle mie radici è anche lì, nei ciottoli del centro storico, nel Parco Ciani, nelle pietre della mia scuola, nel lago, negli affreschi di S. Maria degli Angioli, nella strada in salita che porta alla Cattedrale, dove mi rifugiavo ad ascoltare il suono dell’organo, con uno scorcio stupendo sul lago sottostante...»


Nasci come restauratrice, però.

«Esatto, finito il liceo ho seguito un corso di due anni di restauro archeologico della Regione Toscana. Sì, adoro la ceramica e adoro rimettere insieme i cocci, cosa che ho sempre fatto e faccio tuttora anche su di me… ma, a parte le battute, purtroppo il restauro archeologico mi si è rivoltato contro scatenandomi tutte le allergie possibili e ho dovuto interromperlo dopo cinque anni. E’ stata una esperienza unica, ci vogliono determinazione, pazienza, volontà di ricostruire ciò che è stato distrutto dal tempo. E’ un atto di amore, rivedere prendere forma a dei piccoli frammenti, fino a ridiventare vasi o parti di essi. E in quegli anni del restauro è nato in me l’amore per i metalli, lavorare con gli oggetti di bronzo è stato magnifico, un fascino che non mi ha mai lasciata. Adoro i musei archeologici e la statuaria di bronzo e, appena posso, mi ci immergo con tutto il cuore»


La tua voce che accompagna le note di uno strumento musicale: quando hai iniziato?

«Da quando sono ragazzina ho sempre frequentato corsi di teatro ed ho sempre ascoltato tanta musica, anche suonato il pianoforte per tanti anni e poi ho cominciato anche a fare delle pubbliche letture in conferenze, in presentazioni di libri, ecc. In un tempo successivo, ho cominciato a prendere lezioni di canto funzionale con Suor Gabriella Greco, che tuttora mi sostiene e ringrazio, e a capire meglio lo spazio in cui si può espandere la parola e così ho cominciato a leggere testi intervallandoli con musica suonata dal vivo, fino ad arrivare anche al melologo stesso, dove cioè si recita il testo su una partitura musicale! In seguito ho anche seguito un corso di doppiaggio con Ivo De Palma che mi ha insegnato tante particolarità della voce a microfono, altre sfumature, mi ha aperto un nuovo mondo e ringrazierò per tutta la vita!

Ho la volontà di approfondimento continuo di questo mezzo miracoloso che si chiama Voce.

Qualche anno fa, a Torino, alla Fondazione Merz ho partecipato ad una prima esecuzione assoluta del melologo “Vertige” di Davide Carmarino, composto ad hoc per voce e pianoforte ed io ho avuto l’onore di essere la Voce!

Il mondo della Voce è infinito, e molto molto colorato ...»


Prossimamente hai due appuntamenti, mi pare.

«Sabato 2 febbraio alle ore 18.00 leggerò un estratto del nuovo testo di Simona Matraxia, “Trittico – di nebbie, di suoni e di lumi” alla Libreria dell’Arca. Si tratta di testi liberamente ispirati alle fotografie di Marco Roncaglia, che dialogherà con l’autrice Simona Matraxia. Io leggerò intervallandomi con il Trio d’archi “Vallotti”.

E il 16 marzo parteciperò al musical “Amar Riso”, con regia di Gianluca Mischiatti, ispirato al film “Riso Amaro”, nel settantesimo anno dalla sua uscita. Lo spettacolo,che era già stato messo in scena a Vercelli, verrà messo in scena nel teatro di Casale Monferrato»



Torniamo ai colori, quando è nata l'idea di colorare la seta?

«Da sempre dipingo cotone, soprattutto le magliette. In famiglia abbiamo sempre avuto magliette dipinte da me… mia madre ne conserva ancora qualcuna di quando andavo alle scuole medie. Qualche anno fa ho cominciato ad acquistare delle sciarpe di seta bianca perché attratta da questo materiale leggero, lucido, morbido… e da quel momento è nato un nuovo amore!

Difficile da spiegare a parole, perché quando ti trovi davanti ad un materiale nuovo “senti” se scatta dentro di te qualcosa oppure no. Nel mio caso è successo, sono entrata in sintonia con il materiale che si è immediatamente trasformato in emozioni da trasmettere, da indossare!»



Chiudi gli occhi e dimmi, di che colore è Vercelli?

«Colori della nostalgia, tra il verde acqua e l’azzurro, colori della passione, tra l’arancio e il rosso, colori dei Ricordi, che hanno tutti i colori dell’arcobaleno »


Ora dimmi di Vercelli, di questa città che conosci da quando avevi sedici anni.

«Vercelli è stata per me prima di tutto la città degli studi, dove ho continuato la parte di liceo iniziata a Lugano e l’ho portata a termine. In realtà io, tornata da Lugano, abitavo a Santhià nella casa dei nonni materni… Poi sono stata in Toscana e sono trascorsi ancora alcuni anni prima di venirci a vivere. Oggi vedo Vercelli carica di tanti ricordi che mi appartengono, scorgo altre mie radici che, nonostante i cambiamenti che la vita impone nel suo eterno mutare, sono presenti anche qui, in ogni angolo»


Ancora sulla seta: che tecnica usi o meglio: come si fa a colorare la seta?

«Utilizzo colori esclusivamente ad acqua. Prima di tutto bisogna tracciare dei confini entro cui i colori della seta scorrono rapidi e si cominciano a mescolare fino a fondersi in tonalità ogni volta diverse… e per fare questo esistono delle gutte (i bordi) anch’esse diluite in acqua. Delineati i disegni, poi si comincia a dar sfogo alla fantasia delle pennellate più o meno ampie fino a quando si creano moltissime sfumature… Esistono molte tecniche, e sono tutte molto interessanti e affascinanti. L’aspetto che mi colpisce di più è proprio che ai colori do un imput iniziale, ma loro sono vivi, si muovono anche autonomamente da me, non li posso tenere completamente sotto controllo e ogni volta mi meraviglio del risultato e della sua unicità. E’ per me una lezione di vita, impartitami dagli stessi colori… dobbiamo lasciarci andare alle emozioni, non avere sempre tutto sotto controllo, assumerci dei rischi, osare, seguire le nostre emozioni senza bloccarle, assaporare la vita in tutti i suoi bocconi, anche quelli più indigesti ....»


E di che colore è la tua vita?

«I colori cambiano a seconda dei momenti; non ho mai avuto una vita monotona, se decidiamo di vivere la vita con tutte le sue sfaccettature sicuramente risulterà molto colorata!»





Remo Bassini

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore