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Cronaca | 28 gennaio 2019, 15:02

Trent'anni fa l'omicidio di Salvatore Vinci, fedele servitore dello Stato - fotogallery

L'EROICO APPUNTATO DEI CARABINIERI RICORDATO DAI COMMILITONI E DALLE MASSIME AUTORITA' CIVILI E MILITARI VERCELLESI. ALLA CELEBRAZIONI ANCHE IL COMANDANTE DELLA LEGIONE CARABINIERI PIEMONTE E VALLE D'AOSTA

Il 28 gennaio 1989, durante un conflitto a fuoco con tre rapinatori che avevano assaltato un furgone postale ed erano stati intercettati lungo la provinciale San Giacomo Vercellese-Villarboit, perdeva la vita l'appuntato dei carabinieri Salvatore Vinci, poi insignito della Medaglia d'Oro al Valor Civile. A trent'anni di distanza, le autorità civili e militari, e soprattutto i commilitoni di Vinci, hanno celebrato l'anniversario tornando nei luoghi che videro consumarsi quella tragedia.

Nella mattina di lunedì, il sindaco di San Giacomo Vercellese e il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Andrea Ronchey, hanno deposto un cuscino di fiori davanti alla lapide commemorativa posta sul luogo dell’omicidio.
 
Alle 10,30 tutte le autorità locali, una folta rappresentanza di comandanti e carabinieri delle stazioni del vercellese, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle associazioni combattentistiche e d'Arma hanno deposto una corona d’alloro davanti alla lapide commemorativa collocata accanto al monumento all’Arma in piazza Amedeo IX, prima di partecipare alla messa, officiata dall'arcivescovo monsignor Marco Arnolfo in suffragio dell’appuntato Salvatore Vinci, fedele servitore dello Stato caduto nell’adempimento del dovere, il cui ricordo è ancora oggi vivo nel cuore dei commilitoni e dei vercellesi.

Accanto alla vedova, Vanda Rege, si sono stretti il comandante della Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, generale di divisione Mariano Mossa, appositamente giunto a Vercelli per il trentennale del sacrificio di Vinci, e le massime autorità civili e militari, nonché i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, i cui labari si sono uniti al Gonfalone della città.

Nel corso della celebrazione è stata data lettura della motivazione con la quale è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile all’appuntato Vinci il 19 aprile 1990: “Addetto al Nucleo Operativo di Gruppo, nel corso delle ricerche di tre malfattori che avevano rapinato un furgone postale, procedeva, unitamente a sottufficiale, al controllo degli occupanti di due autovetture, dai quali veniva improvvisamente fatto segno a proditoria azione di fuoco. La sua pronta reazione, nonostante le ferite mortali subite, consentiva la cattura dei responsabili, il sequestro di numerose armi ed il recupero dell'intera refurtiva. Nobile esempio di non comune ardimento ed altissimo senso del dovere spinti fino all'estremo sacrificio".

redaz

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