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Scuola | 20 gennaio 2019, 10:15

Quando la scuola diventa impresa

L'ITIS LIRELLI DIVENTA UNO DEI DIECI CENTRI DI FORMAZIONE SIEMENS PRESENTI IN ITALIA E GLI STUDENTI PRODURRANNO PICCOLI COMPONENTI COMMISSIONATI DALLE AZIENDE DEL TERRITORIO

Quando la scuola diventa impresa

Parte nelle prossime settimane il primo dei progetti che l’Itis Lirelli di Borgosesia può realizzare grazie alle nuove macchine utensili a controllo numerico acquistate con il contributo di imprenditori e fondazioni bancarie. Si tratta di “Impresa scuola” e consiste nella produzione di piccoli particolari meccanici per due aziende valsesiane. A realizzarli saranno gli studenti, sia nelle ore di laboratorio che in orario extracurricolare. Prende dunque forma tangibile l’iniziativa - che a dicembre ha aggiunto un nuovo tassello: la partnership con Siemens - per la quale la scuola superiore di Borgosesia, attraverso i suoi docenti, lavora da quattro anni.

Al 2014 risale, infatti, la decisione di aggiornare i laboratori di meccanica. I costi delle attrezzature però si sono rivelati proibitivi e quindi la scuola ha optato per una soluzione più “economica”: l’acquisto di un software di simulazione di macchine a controllo numerico. “La scelta è ricaduta su un simulatore di Siemens – ha ricordato il professor Simone Nuzzo nell’incontro di ratifica dell’accordo con la multinazionale, il 20 dicembre - in occasione di una fiera sulle macchine utensili dove abbiamo incontrato il responsabile del Centro tecnologico di Piacenza, Nicodemo Megna. Grazie a lui che ha creduto nella nostra scuola e con il contributo della ditta borgosesiana Valvosider abbiamo acquistato le prime 15 licenze da installare sui nostri computer”.

Questo ha permesso all’Istituto tecnico di iniziare a fare formazione sulla programmazione di macchine utensili, non solo ai propri studenti ma anche a ragazzi disoccupati, diplomati in altri indirizzi, attraverso corsi di riconversione professionale. Questo però non bastava: mancavano, infatti, vere macchine su cui esercitarsi.

La svolta è arrivata lo scorso maggio, quando una cordata di imprenditori locali, Confindustria Vercelli Valsesia, Cassa di Risparmio di Vercelli e la stessa Siemens si sono impegnati a finanziare il progetto FAb LAB per l’acquisto di due macchine utensili a controllo numerico dotate - appunto - di un sistema Siemens Sinumerik, requisito fondamentale per creare una partnership con Siemens. La collaborazione è stata ratificata il 20 dicembre nella sede dell’istituto a Cascine Agnona, alla presenza di Marco Cedrone del Tac (Technology and application centre) di Piacenza, di numerosi imprenditori del territorio e di Stefano Inzaghi di Confindustria Vercelli Valsesia. A fare gli onori di casa il dirigente scolastico, Carmelo Profetto, e il professor Nuzzo che ha seguito il progetto fin dagli esordi. Oggi l’Itis Lirelli di Borgosesia è fra le dieci scuole in Italia, le più vicine sono nei capoluoghi, Torino e Milano – a essere Centro Siemens per la formazione relativa alla programmazione di macchine utensili beneficiando inoltre di conseguenti collaborazioni con il Politecnico di Torino e Milano.

E così a breve si può dare il via anche al progetto di simulazione di un’impresa a scuola grazie a due aziende valsesiane: la Tosi f.lli e la Gallazzini di Varallo che hanno commissionato all’Itis la costruzione di alcune semplici attrezzature utili alle loro produzioni: “Bisogna tornare a pensare la scuola come centro di ricerca e innovazione nel territorio e come ambiente di elaborazione di soluzioni nuove per uno sviluppo sostenibile sociale, economico e imprenditoriale – commenta il dirigente, Profetto - La coalizione civica vincente è quella che allarga il concetto di corresponsabilità educativa includendo anche l'impresa, oltre che concentrarsi solo nel rapporto, spesso molto fragile, scuola-genitori. Questo farsi carico insieme del fatto educativo, seppure nella distinzione dei ruoli, significa però comprendere anche che la scuola custodisce e si prende cura di tutto il capitale umano che poi si riverserà nel territorio, nessuno escluso. La vocazione inclusiva della scuola, quindi, può aumentare le probabilità di successo formativo, a beneficio del territorio, quanto più numerose diventano le opportunità e le sinergie con i portatori d'interesse principali esterni ad essa. E tutto ciò per permettere il necessario riscatto sempre nell'ottica meritocratica. Per questo, l'accordo con Siemens Italia, ancora una volta, colpisce nel segno. Non mi rimane, perciò, che ringraziare, a partire dai docenti, tutti coloro che hanno reso possibile questo grande risultato”.

Lucia Tancredi (Itis Lirelli, Borgosesia)

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