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Politica | 14 gennaio 2019, 09:28

Greppi e Campominosi contro il progetto piscina

INTERROGAZIONE: "PERCHE' ASSEGNARE IL LAVORO A UNA DITTA CHE DA MESI NON PAGA GLI STIPENDI AI DIPENDENTI E QUALE CONTENZIOSO C'E' CON IL CONI SERVIZI SPA?"

Greppi e Campominosi contro il progetto piscina

Nuove crepe, nella maggioranza, sul progetto di copertura del Centro Nuoto.

I consiglieri comunali Paolo Campominosi e Norberto Greppi in un articolato documento inviato al Comune chiedono conto della delibera di giunta ("approvata - sottolineano - con soli 5 voti favorevoli, 1 contrario e 4 assenti), avente per oggetto "Disposizioni di indirizzo per le attività afferenti il procedimento di realizzazione degli interventi di riqualificazione dell’impianto natatorio comunale Centro Nuoto di via Baratto n.1- Prima fase“ con la quale si trasferiscono le competenze per la realizzazione dell’opera dal settore Opere pubbliche diretto dall’architetto Liliana Patriarca al settore Sviluppo urbano diretto dall'Ingnegner Giuseppe Scaramozzino e del precontenzioso aperto tra il Comune di Vercelli e Coni servizi Spa.

Suilla base del primo atto, infatti, è stato poi assegnato il lavoro di realizzazione della copertura alla Ati composta dalla ditta De Vivo e dal Nuovo Civ, attualmente al centro della polemica politica per la situazione non proprio florida in cui naviga la ditta potentina.

Campominosi e Greppi, in particolare, chiedono alla giunta copia delle tre lettere di rinuncia delle ditte presenti in graduatoria (ATI: Quintino Costruzioni spa, ATI: Gandelli legnami SRL, ATI: De Vivo SPA) con le quali si rinuncia (o accetta) al contratto; copia della lettera di disponibilità a stipulare il contratto da parte della ATI De Vivo spa di Potenza alle stesse condizioni dell’aggiudicatario originale in sede di offerta, pervenuta al Comune di Vercelli in data 27 dicembre 2018.

Entrando poi nel dettaglio della vicenda, la richiesta dei due consiglieri è di sapere se il Comune sia a conoscenza della profonda crisi in cui versa l’azienda De Vivo SPA crisi che dura ormai da quattro anni e che ha indotto gli 80 dipendenti ad aprire una vertenza sindacale per il recupero sino a 18 mensilità di stipendi non erogati ed altri 50 lavoratori, passate ad altre aziende, a rivendicare il TFR non pagato; quali sono stati gli accertamenti effettuati per verificare la solidità dell’impresa al fine di non incorrere nuovamente nella spiacevole situazione verificatasi con la aggiudicazione alla Ditta ASFALT C.C.P. SPA e fornirci la documentazione eventualmente acquisita; quali sono le motivazioni che inducono l’amministrazione, a pochi mesi dalla scadenza del mandato, ad aggiudicare nuovamente i lavori per la realizzazione di un opera non unitariamente condivisa dal Consiglio comunale, molto contestata nel suo iter progettuale e che, data la situazione aziendale, presenta molti rischi circa il rispetto degli impegni contrattuali.

In relazione la secondo atto, invece, Campominosi e Greppi chiesono quali siano i termini della vertenza con il Coni servizi SPA e per quale motivo è stato liquidato solo un acconto di 10.500 euro a fronte di un impegno di spesa, in sede di affidamento dell’incarico con determinazione n. 2414 del 10 ottobre 2016, di 35.000 euro.

redaz

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