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Attualità | giovedì 10 gennaio 2019, 14:55

«La volta in cui Andrea incantò i miei alunni»

INTERVISTA ALLA MAESTRA ANNA RICCIARDIELLO, DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO FERRARIS

«La volta in cui Andrea incantò i miei alunni»
  • L’assessore Andrea Raineri raccontato dalla maestra Anna Ricciardiello dell’Istituto comprensivo Ferraris di Vercelli

 

 

 

Maestra Anna, sappiamo quanto l’assessore Raineri fosse legato al suo istituto e, in particolare, alla scuola primaria Rodari. Qual è il ricordo più bello?

Ho conosciuto Andrea per la prima volta nella sua veste istituzionale di assessore in visita alla scuola Rodari. Mi colpì da subito il suo modo di fare gentile e schietto. Ci presentammo e scambiammo due chiacchiere in maniera informale. Qualche tempo dopo ricevetti un suo messaggio di invito a vedere una rappresentazione di “Madama Butterfly” al Teatro Civico. Avevamo in comune l’amore per la musica lirica e se ne era ricordato. Da quel momento in poi si sviluppò, col passare del tempo, la nostra amicizia. Suscitò da subito anche la stima dei miei colleghi; iniziammo ad invitarlo nella nostra scuola in tutte le occasioni particolari, perché sapeva essere una presenza preziosa e motivante, sia per noi insegnanti, che per gli studenti. Diceva di trovarsi bene in mezzo a noi e stimava il nostro Dirigente scolastico, il prof, Vincenzo Guarino, così cercò sempre di supportare in maniera concreta e fattiva i progetti e le iniziative finalizzate a migliorare la nostra offerta formativa.

E con i bambini, quali sono stati i ricordi più significativi?

Tra i tanti doni bellissimi che rendevano Andrea una persona speciale vi era quello di saper comunicare con i bambini. Utilizzava sempre le parole giuste ed entrava in sintonia con i più piccoli; educava senza mai indulgere alla retorica. Nell’ultima occasione in cui venne nella nostra scuola, gli avevamo chiesto di aiutarci, insieme a Sergio Negri, a raccontare ai bambini la storia delle mondine. Sposò subito con entusiasmo la nostra iniziativa, perché la generazione dei giovanissimi ormai ha poche occasioni di conoscere l’importanza di quelle lavoratrici che hanno caratterizzato così fortemente la nostra zona per un lungo periodo. L’incontro più toccante, però, fu forse quello che risale alla festa di Natale 2017. Un mio collega, il maestro Lo Mastro, insegnò ai propri alunni un canto corale al termine del quale una bambina pose una corona sulla testa di Andrea, senza preavviso. Lui stette al gioco dei bambini, come sempre: se la tenne sul capo, divertito, e raccontò la storia del piccolo principe, invitando a ricordarsi che l’amicizia è un valore fondamentale e che «l’essenziale è invisibile agli occhi». Con la sua semplicità seppe suscitare l’attenzione dei ragazzi e raggiungere il loro cuore. E, dopo quell’incontro, molti alunni chiesero di aggiungere nella nostra biblioteca scolastica alcune copie del libro di Antoine de Saint-Exupéry. Andrea sapeva fare questo: seminare interesse, gioia di apprendere, amore per la bellezza e buoni sentimenti.

Se dovesse utilizzare un aggettivo per descrivere Andrea, quale sarebbe?

Sono tantissimi i tributi che Andrea sta ricevendo in queste giornate. Tutta Vercelli si è stretta intorno al suo ricordo e gli aggettivi che ricorrono più frequentemente sono quelli che descrivono il suo bellissimo sorriso, la sua gentilezza, la sua generosità, la sua bontà d’animo. Ci stiamo accorgendo che, nella sua breve vita, ha saputo dare davvero tanto a moltissime persone. Se io, ripensando a lui, dovessi scegliere un solo aggettivo, oggi utilizzerei luminoso: incontrarlo, anche solo per caso, o ricevere un suo messaggio, rischiarava una giornata, perché sapeva far sentire il proprio affetto alle persone e trasmetteva la sua energia positiva.

Martina Miazzone

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