/ Arte e Cultura

Arte e Cultura | sabato 05 gennaio 2019, 16:37

Vercelli, la cultura e i progetti: intervista a Guido Michelone

SCRITTORE E GIORNALISTA (FIRMA DI INFOVERCELLI24) DI "RESPIRO" NAZIONALE, INSEGNANTE

Guido Michelone

Guido Michelone

Guido Michelone, chiudi gli occhi e pensa a Vercelli. Cosa vedi?

Un potenziale inespresso…

La tua vita, ora, richiudi gli occhi e dimmi.

Potrei rispondere come sopra, ma per molti versi io mi sento molto realizzato: sono gli altri (alcuni, per lo meno) a non voler tenere in debito conto tutto quello che potrei offrire ad esempio a una comunità!

Una cosa che non ho mai capito di te: sei calmo per davvero oppure eserciti dell'autocontrollo?

Mi so gestire molto bene tra la gente e in famiglia: solo a scuola, in classe, a volte mi arrabbio molto, perché certi ragazzi sono ‘speciali’a far saltare i nervi agli insegnanti!!!

Eri uno studente modello?

L’eterno secondo. Avrei voluto essere il primo della classe, almeno per un giorno, ma c’era sempre qualcuno più scaltro o forse anche più studioso…


Tu insegni. I giovani d'oggi, dimmi.

Sono un libro aperto. Fra l’altro, io mi vanto di non aver mai scritto un libro o un saggio sulla scuola: forse lo farò da pensionato. Che dire? I giovani hanno da sempre gli stessi problemi, cambiano solo le modalità per esprimerli. Oggi sono (quasi tutti) troppo tecnologici. E, rispetto alle precedenti generazioni, vedono l’Italia con tanto pessimismo (e magari hanno pure ragione).

Sei uno scrittore, un giornalista (firma prestigiosa di Infovercelli24) e un insegnante. Altro?

Sotto l’aspetto professionale è giustissimo: sono i tre ‘mestieri’ che prediligo proprio in quest’ordine. Nel privato sono anche fotografo, disegnatore, gourmet, viaggiatore, ciclista, tifoso e collezionista moderato.

La musica che ascolti.

Il jazz in primis (tutto). Poi la musica classica (tutta anche la contemporanea, quella ostica, difficilissima, anzi più è ‘tosta’ più mi piace). Infine il pop d’annata, dal rock alla canzone d’autore, ma salvo rare eccezioni, tutto rigorosamente anni Cinquanta, Sessanta, Settanta.

Tre romanzi letti e che rileggeresti.

Rileggerei, se avessi tempo (magari da pensionato) ‘Guerra e pace’ di Tolstoj, ‘La coscienza di Zeno’ di Svevo e ‘Il circolo Pickwick’ di Dickens perché è’ il primo romanzo ‘adulto’ che ho letto, sia pur a scuola, grazie alla professoressa Esther Boccardi.

Francesca Tini Brunozzi, tua moglie. Fa politica e scrive poesie. E ha un carattere tutto pepe. Cosa ti capita se le dici che una sua poesia non ti è piaciuta?

Non l’ho mai fatto, perché scrive molto bene, dal momento che leopardianamente esprime con la lirica i propri tormenti interiori. Criticarla, per me, sarebbe come mettere il dito sulla piaga.

Dimmi la verità nient'altro che la verità: ti spiace che a Vercelli pochi sappiano che sei una firma prestigiosa - un critico soprattutto: mi pare che la letteratura e il jazz siano le materie che tu conosca meglio - anche a livello nazionale?

Per il jazz anche a livello europeo: sull’argomento ho pubblicato due libri in lingua spagnola e tre in inglese. Mi spiace, eccome. Non sono uno che si autocelebra: a scuola non ho mai fatto pubblicità ai miei libri, ma mi delude e intristisce constatare, persino da alcuni colleghi, che non sanno chi sono. In politica invece mi fa rabbia il non essere chiamato non dico a dirigere chissà cosa, ma almeno per qualche iniziativa, invece di affidare ruoli prestigiosi a ‘dilettanti’ della cultura.

Il prossimo sindaco ti chiama e ti dice: preferisci fare l'assessore alla cultura o il consulente dell'assessore alla cultura?

Bellissima domanda. Farei il consulente a patto che sia io a suggerire il nome del prossimo assessore.

Cosa ti piacerebbe organizzare o fare per la cultura cittadina?

L’ho scritto già molti anni fa e ripetuto in Vercelli 365°: che la Basilica di sant’Andrea diventi Sito UNESCO Patrimonio dell’Umanità. E per renderla unica nel suo genere che venga affrescata all’interno da un grandissimo artista internazionale. E poi ci sarebbero tante altre cose, insomma da farne un libro (e non è detto che non lo faccia), che potrebbe servire ai prossimi amministratori, anche se da questa Vercelli 365° (una piccola guida in cui lancio molte idee) non ho al momento ricevuto molti imput da chi di dovere.

Progetti nel cassetto?

A parte nuovi libri, mi piacerebbe regalare alla Città la mia collezione di manifesti pubblicitari dal 1970 a oggi (ci sono alcune vere ‘chicche’) a patto che vengano esposti permanentemente ad esempio in uno spazio del PISU, ma soprattutto, con l’aiuto del pubblico o del privato, vorrei creare una fondazione culturale, alla quale donerei volentieri i miei libri e i miei dischi, a disposizione di tutti.

Remo Bassini

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore