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Lettere | mercoledì 05 dicembre 2018, 18:55

"Per i bimbi della materna la recita è all'aperto: il modo migliore di passare la vacanze ammalati..."

LETTERA APERTA DI UN NONNO: SCUOLA E COMUNE NON MI HANNO RISPOSTO. CHIEDO A LETTORI, PEDIATRI, INSEGNANTI E ALTRI GENITORI SE RITENGANO GIUSTO ESPORRE I PICCOLI A QUESTE TEMPERATURE...

"Per i bimbi della materna la recita è all'aperto: il modo migliore di passare la vacanze ammalati..."

Riceviamo e pubblichiamo.

Desidero sottoporre ai vostri lettori un argomento, se lo ritenete meritevole di interesse.

L'Istituto Comprensivo Sant'Ignazio da Santhià e il Comune di Santhià hanno deciso che la recita natalizia dei bambini della Scuola dell'Infanzia si terrà sotto i portici del Municipio il giorno 18 dicembre, con inizio alle ore 16.

L'anno scorso una mia nipotina si è ammalata dopo la manifestazione e ritengo che tale rischio venga corso da tutti gli alunni partecipanti, dato il rigore del clima invernale.

Non comprendo per quale ragione la recita non venga organizzata nei locali della scuola o in altri edifici riscaldati, che si possono aprire al pubblico in condizioni di sicurezza, tanto più che non costituiscono un palco idoneo né il porticato del Palazzo Municipale, con le sue larghe colonne, né il semicerchio antistante, interrotto dalla struttura di accesso all'edificio ed in parte occupato dalle aste delle bandiere.

Il disagio del freddo è stato giustamente risparmiato agli alunni delle scuole elementari, ma ancor più dovrebbero venire protetti i bambini di età inferiore: né si può tutelare la salute dei piccoli impedendo loro di prendere parte al saggio, perché soffrirebbero troppo l'esclusione dal proprio gruppo.

Ho chiesto un ripensamento agli organizzatori, ma senza ricevere alcuna risposta.

Per questo desidero rivolgermi ai pediatri, agli insegnanti, ai genitori, non solo di Santhià, chiedendo loro se ritengono giusto esporre numerosi bambini al rischio di ammalarsi durante le vacanze di Natale senza che ne  sia stata indicata alcuna valida ragione.

Se sono io che sbaglio, ne prenderò atto: per me conta di più la parola degli umili che il silenzio dei superbi.
Grato per l'attenzione, saluto cordialmente

(ndr: alla lettera è allegata anche la missiva, più lunga e articolata inviata all'amministrazione comunale e alla scuola)

Edmondo Dibitonto

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