/ Arte e Cultura

Arte e Cultura | lunedì 03 dicembre 2018, 09:30

Al Mac i reperti della taverna romana e dell'Opificio

INAUGURATA LA SETTIMA SALA DEL MUSEO DI SANTA CHIARA

Al Mac i reperti della taverna romana e dell'Opificio

Con l’inaugurazione della sala numero 7 si completa l'allestimento del Museo Archeologico Cittadino (Mac) di Santa Chiara. "Un museo nato dalle istanze del territorio, delle associazioni culturali cittadine, delle amministrazioni che vedevano tornare alla luce i reperti della città che giace sotto la Vercelli moderna e che hanno capito il valore di tutto ciò come fondamento dell'identità territoriale", come ha detto la soprintendente per l’archeologia del Quadrante Manuela Salvitti, ospite a in città per l'inaugurazione del nuovo spazio.

"Potenzieremo ulteriormente l'attività di comunicazione del Mac, attraverso cartellonistica e siti internet" ha aggiunto l'assessore alla Cultura, Daniela Mortara, che con Gianni Mentigazzi, Luca Brusotto (rispettivamente presidente e direttore del Museo Leone che ha in gestione anche il Mac) e con il conservatore archeologico, Fabio Pistan, molto ha lavorato per questo traguardo.

Un'attività di potenziamento che andrà a inserirsi nel nuovo percorso archeologico, che Comune e Soprintendenza stanno studiando dopo l'arrivo dei fondi necessari alla valorizzazione del sito di Santo Stefano de Civitate e della Domus romana di via Dal Pozzo.

leggi anche: SVOLTA PER L'AREA ARCHEOLOGICA DI SANTO STEFANO DE CIVITATE

A presentare la nuova sala e i suoi reperti è stata, cone la Soprintendente, la funzionaria Francesca Garanzini.

"Nella sala 7 abbiamo dato spazio alla quotidianità economica della Vercelli romana - ha spiegato - che aveva contatti con Nord Africa, il Mar Egeo orientale, la Spagna. Le merci risalivano il Po e i suoi affluenti arrivando a Vercelli, dove abbiamo trovato le banchine del porto fluviale".

Nella nuova sala, oltre alle anfore collocate in un allestimento che ricorda la stiva delle navi, ci sono anche alcuni reperti provenienti da siti scavati in tempi recenti: una vetrina accoglie stoviglie e vasellame della “caupona”, la taverna trovata tra le vie Giovenone e della Motta; mentre un altro spazion è dedicato ai reperti dell’opificio romano di via Derna, scoperto in temi recentissimi, in cui si lavorava la lana.

Entro qualche mese, con il completo adeguamento degli impianti, il Mac potrà inoltre ospitare i depositi: materiale proveniente dagli scavi che ora è custodito nei magazzini lontano da Vercelli. "Un ulteriore passo per rendere la struttura cittadina il cardine di quella rete museale territorale che unirà Vercelli, Livorno Ferraris, Trino e in futuro anche Novara", ha concluso la soprintendente.

fr

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore