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Sport | mercoledì 07 novembre 2018, 20:07

Sergio Silva, allenatore gentiluomo

«LE RESPONSABILITA' DELLE SCONFITTE E DI CIO' CHE NON VA? LE PRENDO IO. MA SOLO IO E I RAGAZZI SAPPIAMO QUANTO STIAMO LAVORANDO»

Sergio Silva

Sergio Silva

«Devo dire due o tre cose» dice Sergio Silva, tecnico dell'Amatori.

Per la prima volta si presenta lui (insieme ad Alex Raffaelli, che è al suo fianco) alla conferenza stampa infrasettimanale.

Eppure non ama mettersi in mostra, Silva.
«Preferisco che abbiano spazio gli “artisti”, io li chiamo così» dice, guardando Raffaelli. Preferisce che le attenzioni cadano sui giocatori.

Ma in un momento così delicato - questo non lo dice, Silva – è il tecnico che deve metterci la faccia.

Deve insomma dire due o tre cose: precisazioni, insomma. La voce è ferma, gentile al tempo stesso. Da ufficiale-gentiluomo a cui forse fischiano le orecchie. I mugugni, dopo quattro sconfitte, ci sono. E l'ambiente è quello che è. Casini e polemiche societarie. Spalti vuoti nelle gare interne.

«Ma io non sono preoccupato, io voglio solo che i ragazzi siano tranquilli. Polemiche, spalti vuoti, sconfitte? A me sta bene essere il colpevole di tutto. Però so questo, so, e lo so io, e lo sanno i ragazzi: so che ci stiamo lavorando, tanto. Se continueremo così, se continueremo a crederci arriveranno le belle prestazioni, arriveranno i risultati, arriverà la salvezza».

Ma veniamo alle due-tre cose che voleva dire, Silva.

La prima: «Ho 38 anni di hockey sulle spalle. Disputare la A1 è molto differente dal disputare una A2. Siamo una squadra giovane, abbiamo bisogno di tempo».

La seconda: «Mi prendo le responsabilità di tutto. Cade un giocatore e si fa male? La colpa è mia. Sbagliamo un rigore? La colpa è mia. Mi prendo tutte le responsabilità. Alcuni giocatori di questa squadra li ho voluti io, per altri, che mi sono stati proposti, ho detto di sì».

La terza: «Credo in quello che faccio e i ragazzi credono in quello che stiamo facendo. Se abbiamo un problema? Certo, è la mentalità. Da giocatore avevo una caratteristica, la grinta. Voglio trasmetterla a questa squadra».

In sintonia con il proprio allenatore Alex Raffaelli.

«L'inizio di stagione è stato difficile, potevamo fare più punti. Ma con umiltà dobbiamo pensare solo a lavorare. L'obiettivo nostro rimane quello di inzio stagione: giocarcela sempre, e non partire mai sconfitti».

«Dall'inizio dell'anno – dice ancora – sono migliorati l'affiatamento e i “possessi lunghi”. Il punto cruciale è la difesa, ma miglioreremo».

 

Remo Bassini

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